Il cartellone esposto durante un evento a Milano
Il caso dei maremmani catturati sul Faito «al fine di consentire loro cure e un tenore di vita consono e adeguato» ha fatto in poche ore il giro dello stivale, arrivando persino a Milano.
«Non potendo essere lì direttamente sul posto per difendere i maremmani del Faito – ha raccontato una volontaria di un’associazione animalista - ieri sera almeno li ho "portati" al Pozzuolo Vegan Etico Fest - Ira Green live acustico. di Pozzuolo Martesana (MI) dove avevo già in programma di fare una bancarella di beneficenza. Un messaggio semplice: "I maremmani che da anni vivono liberi sul Monte Faito hanno bisogno di cibo, cure, sterilizzazioni e... libertà! Abituati a vivere liberi, non possono essere rinchiusi in canile!". La gente che si è fermata a parlare con me era quasi tutta “già informata” dell'episodio, l'avevano saputo da facebook, erano stati colpiti dalle immagini circolate. Tutti avevano negli occhi l'espressione della madre catturata. Tutti indignati, tutti concordi che non possa essere questa la soluzione».
Un’operazione, quella condotta dall’ASL Na3 Sud con la collaborazione del comune di Vico Equense e del Parco Regionale dei Monti Lattari, che non ha convinto le associazioni animaliste locali che, al corrente di quanto stava accadendo sul Faito, si sono opposte alla cattura dei maremmani, ostacolandone la cattura e facendo in modo che diversi esemplari riuscissero a scappare.
«Si deve trovare una soluzione per tutelare questi animali nel loro ambiente, lasciandoli liberi» è l’appello lanciato un pò da tutti. Ed è così che l’hashtag #maremmaniliberi sta velocemente facendo il giro del web con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sulla questione.
Anche per questo è partita una petizione online «per l’approvazione del progetto “ Oasi protetta... i maremmani del Monte Faito”, volto al censimento, al controllo ed alla tutela dei maremmani randagi del Monte Faito», ma anche per chiedere «di reimmettere, dopo le dovute cure, sul territorio i maremmani che sono stati accalappiati il giorno 7 Settembre (4 esemplari adulti tra cui una mamma con 3 cuccioli in allattamento) per evitare che finiscano a vivere per sempre in canile».
Ed in poche ore sono già oltre 3000 le persone che l’hanno firmata. «I maremmani sono cani territoriali e di indole pacifica – ha commentato una donna dopo aver firmato la petizione - ,agiscono solo quando si sentono minacciati ed in pericolo. Accalappiarli e farli vivere in una gabbia significa condannarli a morte certa....Aiutiamoli a tornare a casa dove possono essere controllati e sorvegliati, ma liberi».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.