Foto tratta da Sos Stabia
Nata come Orfanotrofio Maschile Stabiano il 19 marzo 1919, la colonia dei ferrovieri, per la sua vicinanza al mare e per l'indirizzo igienico adottato, ha assunto presto i crismi di una scuola all'aperto ed è stata classificata Colonia Marina Permanente nella pubblicazione dell'Ispettore Comm. Gallo Cabrini, fatta per conto del Ministero degli Interni, settore Sanità Pubblica, e del Ministero di Pubblica Istruzione. Dopo i lavori di riqualificazione effettuati negli anni trenta, il 9 ottobre 1946 su iniziativa dell'opera di previdenza del personale delle ferrovie dello stato, la struttura ha iniziato ad accogliere gli orfani dei ferrovieri, assumendo l'appellativo con cui è nota tuttora. Negli ultimi decenni, tuttavia, l'ex colonia dei ferrovieri si è trasformata da luogo di benessere in manifesto dell'incuria e dell'abbandono, una struttura fatiscente e pericolante in cui topi, serpenti e insetti trovano il proprio squallido habitat naturale. Le svariate proposte volte a riqualificare l'edificio convertendolo in una struttura alberghiera o in una piscina comunale non hanno mai trovato l'adesione delle amministrazioni comunali, le quali hanno trascurato la colonia abbandonandola al degrado in cui versa attualmente. Nel 2013 un incendio al suo interno ha fatto scattare l'allarme in merito all'eventuale dispersione nell'aria di amianto proveniente dal tetto, il cui smaltimento è stato oggetto di una questione posta sul tavolo del commissario Vaccaro, mostratosi in realtà disponibile a dare continuità alla proposta. La foto pubblicata dalla pagina Facebook “Sos Stabia”, tuttavia, non fa altro che confermare lo squallore che avvolge l'intera area, divenuta un'autentica discarica a cielo aperto con rifiuti di ogni genere ammassati senza criterio e imputriditi dalle piogge e dal sole. La decadenza dell'ex colonia dei ferrovieri rappresenta l'ennesimo simbolo del declino di una città che, anche a causa di alcune scriteriate amministrazioni, fa davvero troppa fatica a risorgere dalle ceneri.