I D'Alessandro hanno messo le mani sulle più importanti opere pubbliche a Castellammare di Stabia degli ultimi anni. A confermarlo è il collaboratore di giustizia Giovanni Brano che ha indicato ai magistrati il sistema messo in piedi dalla cosca di Scanzano. Il pentito avrebbe puntato il dito su tre importanti progetti: Palazzo del Fascio, riqualificazione del porto e di piazza Orologio. Come ricostruito anche da Metropolis, i D'Alessandro, sfruttando alcuni dipendenti comunali infedeli, avrebbero inquinato i lavori costringendo le ditte vincitrici degli appalti a pagare il pizzo a Scanzano. Gli emissari dei clan imponevano il pizzo agli imprenditori o dettavano loro l'assunzione di personale indicato da loro o l'utilizzo di mezzi di lavoro specifici. Un sistema che sarebbe durato a lungo, almeno fino a quando la magistratura non ha iniziato a contrastare efficacemente la cosca di Scanzano.
Di Palazzo del Fascio e del legame con un dipendente comunale se ne è gia parlato all'interno dell'inchiesta Olimpo. Fra le carte dell'inchiesta, sono diverse le intercettazioni che inchiodano il boss Vincenzo D'Alessandro e un dirigente di Palazzo Farnese che avvertiva la cosca di tutti i lavori in programma. In particolare le ditte dei D'Alessandro spesso si sono occupate dei lavori di somma urgenza. Ma anche di Palazzo del Fascio che secondo gli affiliati del clan era un affare di famiglia. Adesso, però, si aggiungono altre due opere come la riqualificazione del porto e di piazza Orologio.