La stagione estiva da sempre va di pari passo con l'aumento dei controlli delle forze dell'ordine sulle strade di ogni città. A Castellammare le attività degli investigatori, oltre che alla sicurezza urbana, mirano anche al rispetto delle regole per gli esercizi commerciali. Ecco perché in queste ore gli uomini della guardia di finanza della compagnia locale - coordinati dal comandante Salvatore della Corte - hanno svolto una serie di verifiche su chalet e locali all'aperto del lungomare stabiese, da via De Gasperi fino a corso Garibaldi, per tenere d'occhio l'attività dei punti di ristoro della fulcro della movida cittadina.
Com'è noto, gli affari dei chioschi proliferano con la bella stagione, affollandosi di clienti che rendono necessaria l'assunzione di nuovi dipendenti 'stagionali' per far fronte alle contingenze di giugno, luglio e agosto. Non sempre, tuttavia, la posizione di questi occasionali risulta regolarizzata: le fiamme gialle hanno infatti scovato ben 15 persone che lavoravano in nero, senza quindi un contratto che ne ufficializzasse l'assunzione. Quattro gli chalet dell'Acqua della Madonna pizzicati a usufruire di tale pratica, a cui si aggiungono svariati bar all'aperto, con le multe ai rispettivi titolari che hanno superato i 20mila euro.
Le contromisure per questo tipo di illeciti prevedono infatti sanzioni da 1500 euro per ogni dipendente in nero. Provvedimenti che mirano così a disincentivare le assunzioni fittizie, magari finalizzate all'impiego di qualche studente alla ricerca di un lavoretto estivo, o peggio ancora sfruttando la disperazione di qualche disoccupato per poche centinaia di euro al mese. A Castellammare come in altre città della provincia, del resto, la piaga dell'abusivismo resta saldamente radicata. Malcostumi da estirpare, soprattutto tenuto conto delle proposte paventate da palazzo Farnese che mirano a trasformare Stabia in una «città ad economia turistica».