Cronaca
shareCONDIVIDI

Castellammare - Lavori in villa, quello strano caso del ricorso e della rinuncia

Un episodio quanto mai “curioso” che dimostra quanto sia altrettanto “curiosa” la burocrazia italiana e in che maniera si ingolfano i Tribunali.

tempo di lettura: 2 min
di Federica Rispoli
15/10/2015 21:55:12
Castellammare - Lavori in villa, quello strano caso del ricorso e della rinuncia

Lavori di riqualificazione in villa comunale: spunta un retroscena interessante, almeno per la cronaca spicciola, per l’ormai famigerato restyling. La ditta “Rf Appalti”, che pochi giorni fa è subentrata all’“Ati Ma.Mi. srl” in quanto quest’ultima ha subito la rescissione del contratto, aveva infatti presentato ricorso al Tar per l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva della gara del gennaio scorso vinta appunto dalla Ma.Mi. con la Rf Appalti seconda classificata. Il 3 ottobre scorso, però, ovvero quando era ormai pressoché sicuro il subentro, è stata depositata sempre al Tar una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso. A quel punto il Tribunale, il 7 ottobre, ha dichiarato improcedibile lo stesso ricorso.

Un episodio quanto mai “curioso” che dimostra quanto sia altrettanto “curiosa” la burocrazia italiana e in che maniera si ingolfano i Tribunali. Verrebbe da chiedersi: i motivi che avevano spinto la Rf Appalti a fare ricorso sono spariti? Oppure quella del ricorso è una sorta di “prassi”? “La seconda che hai detto”, diceva un comico una volta.

Ma vediamo la vicenda così com’è descritta negli atti della prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania con la camera di consiglio del giorno 7 ottobre presieduta da Cesare Mastrocola. I giudici sono chiamati ad esprimersi sul ricorso proposto dalla Rf Appalti srl contro il Comune di Castellammare e nei confronti di Ma.Mi. srl Impresa sociale, quale mandataria dell’Ati Ma.Mi. srl Impresa sociale, Bz Group srl e Mi.Ru. soc. cooperativa (quest’ultima non costituita in giudizio) per l’annullamento “della determina dirigenziale del Comune di Castellammare di Stabia n. 4 del 14 gennaio 2015, recante l’aggiudicazione definitiva della gara per la progettazione esecutiva e per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione del waterfront tratto “Banchina Zì Catiello - Hotel Miramare”, nonché di ogni altro provvedimento preordinato, connesso e consequenziale comunque lesivo degli interessi della società ricorrente” e per la “declaratoria del diritto della società ricorrente all’aggiudicazione, oltre al risarcimento del danno per la mancata assegnazione dell’appalto”. Nella sentenza si sottolinea, però, che il 3 ottobre 2015 “è stata depositata formale dichiarazione, sottoscritta dal difensore non munito di mandato speciale, con la quale la società ricorrente rappresenta di rinunciare al ricorso”. Non essendo presente il mandato speciale e non risultando notificata nei confronti delle controparti, la dichiarazione non è idonea ma da essa si evince comunque “solo la volontà della ricorrente, peraltro espressa esplicitamente, di rinunciare alla prosecuzione dell’odierno giudizio e di manifestare, quindi, la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del gravame”. Dunque al Tar non resta altro che dichiarare improcedibile il ricorso per “sopravvenuta mancanza di interesse”.

Video
play button

Castellammare - Pasqua 2026, Via Crucis sul lungomare presieduta da Mons. Alfano

6 ore fa
share
play button

Venezia - Juve Stabia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

6 ore fa
share
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
Tutti i video >
Cronaca







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici