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Castellammare - L'associazione A.D.D.A. lancia l'allarme: «I cani randagi sono in balia dei rapinatori seriali»

Il fenomeno preoccupante è in netta crescita: l'Associazione prova a fare chiarezza a riguardo

tempo di lettura: 3 min
30/10/2017 20:29:27
Castellammare - L'associazione A.D.D.A. lancia l'allarme: «I cani randagi sono in balia dei rapinatori seriali»

L’A.D.D.A. (Associazione per la Difesa dei Diritti degli Animali) è attiva da almeno 28 anni sul territorio stabiese per la tutela degli animali vaganti e per la diffusione dei principi di civile convivenza uomo-animale. Non è la prima volta, quindi, che l'Associazione porta all'attenzione pubblica un abominevole fenomeno che ormai da sette anni si verifica nella città di Castellammare in danno degli animali randagi, cioè il loro indiscriminato prelievo ad opera di soggetti del tutto privi di titolo per appropriarsene. Emblematica la storia di Rocky. Cane stazionante sul territorio, per lo più in villa comunale, improvvisamente sparito quasi due settimane fa, subito cercato ovunque dall'A.D.D.A. con l'ausilio del social network e via telefono, venne avvistato prima a Meta di Sorrento, poi a San Giorgio a Cremano e poi a Napoli. Sempre "seguito" dall'Associazione nel tentativo di recuperarlo, visto che i volontari se ne occupavano cibandolo e coprendolo di attenzioni da vari mesi, si è scoperto che il cane in questione era nascosto presso qualche connivente professionista (veterinario, ovviamente) che pure ben conosceva la storia di Rocky e di come l'A.D.D.A. ne avesse strenuamente richiesto la restituzione. A questo si è aggiunta la mancata possibilità di visita da parte dei volontari dell'A.D.D.A., il tutto condito da insulti e derisione gratuiti in danno degli stessi. Il problema, certamente, è generale ed ha assunto proporzioni allarmanti. Attraverso uno scambio serrato - e talora delirante, se non addirittura chiaramente minatorio - di informazioni (spesso del tutto false) su Facebook, si sono da tempo formati vari gruppi di soggetti che hanno già provveduto a prelevare cani randagi sul territorio, spesso stazionanti da tempo nelle zone oggetto delle “visite” di costoro e curati sia dai volontari dell’Associazione e sia da cittadini amanti degli animali. I predetti soggetti organizzano delle vere e proprie spedizioni, finalizzate a prelevare quel cane anziché quell’altro e poi a dare pubblicità a gran voce su Facebook di fantomatiche adozioni, favorite anche da “staffette” e da " stalli " in vari punti della penisola. «Le regole si devono rispettare, sempre. Altrimenti, non si dimostra di essere buoni animalisti, ma soltanto di essere gente che vuole fare le cose senza alcuna regola; il che va a tutto svantaggio degli animali. Le “adozioni facili” troppo spesso preludono a vere e proprie sparizioni nel nulla o a ritrovamenti in stato di abbandono a chilometri di distanza. La legge, a tal proposito, afferma che gli animali (cani e gatti) liberi che vivono sul territorio comunale appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato e sono a tutti gli effetti sottoposti alla responsabilità del comune di appartenenza, il quale, infatti, è tenuto a garantirne la cura, la sopravvivenza e la sterilizzazione, obbligo rispetto al quale viene posto contestualmente il divieto di qualsiasi forma di maltrattamento nei loro confronti. Conseguentemente, il prelievo di animali viventi sul territorio statale può essere effettuato soltanto dai soggetti a ciò preposti ed esclusivamente nei casi previsti dal sopra menzionato testo legislativo, nel pieno rispetto delle procedure all'uopo stabilite dalle leggi regionali e dai regolamenti comunali disciplinanti la materia» spiegano i volontari di A.D.D.A.

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