Immagine di repertorio non collegata alla notizia
L'arresto del presunto terrorista iracheno Aziz Eshan a Sorrento poche ore dopo i tragici eventi di Bruxelles è stato accolto con un mix di paura e orgoglio in Italia, poiché testimonia una volta di più la qualità dei servizi di Intelligence messi in campo dal Bel Paese per contrastare le assurde nefandezze perpetrate dall'Is. La notizia, tuttavia, rischia di assumere contorni ben più inquietanti se associata ad un altro curioso avvenimento risalente a poco meno di un anno fa. L'incredibile storia ha inizio presso l'aeroporto di Fiumicino ed ha come protagonisti un tassista e il suo passeggero, la cui destinazione è Pompei. All'apparenza tutto procede in maniera tranquilla, anche se i tre cellulari con cui il passeggero smanetta in un tam tam di telefonate, alternando inglese e arabo, incuriosiscono l'autista, che intanto percorre le tre ore di tragitto senza fare domande. Ad un certo punto, il passeggero consegna un telefonino al tassista e all'altro capo si ode la voce di un uomo che fornisce indicazioni al conducente riguardo al luogo in cui dovrà lasciare il suo amico. L'autista, allora, segue alla lettera il percorso e arriva nei pressi dei cantieri metallurgici stabiesi, a due passi da Rovigliano, dove il passeggero scende dalla sua auto. Si tratta di una zona completamente abbandonata e priva di negozi e abitazioni e i sospetti del tassista crescono a dismisura ma, una volta saldato il pagamento, i due si salutano e la vicenda, per quanto strana, sembra ormai conclusa. Pochi giorni, dopo, tuttavia, il tassista, mentre è intento a guardare in tv un reportage sui terroristi più ricercati in Italia, scorge nella foto di un uomo i tratti somatici del suo passeggero e decide di confidarsi con un suo amico carabiniere, il quale ritiene fin da subito attendibile quel racconto e provvede a stilare un rapporto immediatamente girato agli uffici investigativi dell'Arma e inoltrato all'Intelligence per le opportune verifiche. Solo coincidenze? Probabile, ma nella mappa degli obiettivi delle città a rischio in Italia è evidente che Pompei rappresenti un obiettivo sensibile. In ogni caso, l'ipotesi dell'esistenza di una cellula Daesh nella penisola sorrentina appare alquanto forzata, ma non è escluso che qualche seguace del califfato si nasconda proprio da queste parti.