Da quando lo scorso 24 febbraio in Ucraina è scoppiata la guerra sono milioni le persone che scappano dagli orrori del conflitto. Da quella data è ingente il numero di persone che scappando dal proprio paese si ritrova senza viveri e senza un posto dove stare. L'Italia al momento è tra quei paesi che si è più mobilitata per accogliere i profughi e tra le tante città italiane anche Castellammare di Stabia fa la sua parte. Al momento ci sono diversi progetti organizzati dalle Diocesi stabiesi che si occupano di accogliere le persone in tutta sicurezza, creando delle reti solidali sicure sia per chi accoglie che per chi viene accolto, creando anche percorsi di inserimento nella comunità. Per essere pronti all'accoglienza, sembra che tutte le parrocchie stabiesi si siano riunite e abbiano deciso di collaborare tra loro. Insieme hanno preso la decisione di avere due Chiese di riferimento: la Chiesa del Carmine con Don Luigi Milano e la Chiesa di Sant'Antonio con Don Christian e Don Catello, poichè le parrocchie hanno dei canali diretti col flusso di migranti. Difatti, ci sono dei volontari presenti sul confine ucraino. E a collaborare c'è anche la Caritas diocesana che anch'essa aiuta direttamente con dei volontari che sono sul confine polacco i quali aiutano le persone a scappare ma anche quelle che decidono di restare.
Ad oggi a Castellammare ad ospitare fisicamente alcuni rifugiati è la Chiesa di Sant'Antonio insieme ad alcuni fedeli che hanno espresso la propria disponibilità alla parrocchia ad accogliere ucraini. «Oltre all'accoglienza abbiamo delle famiglie qui nella canonica della parrocchia, alcune sono state ospitate dai nostri fedeli e altre stanno per arrivare. - ha raccontato Don Catello, parroco della Chiesa di Sant'Antonio- Inoltre, abbiamo iniziato martedì scorso un corso di lingua italiana per bambini, ragazzi e adulti a cui si sono iscritte una cinquantina di persone. Poi, noi raccogliamo farmaci e generi alimentari che chiunque può donare nella nostra parrocchia e li portiamo direttamente al confine o alcune volte i nostri volontari li hanno portati direttamente alle persone in Ucraina attraverso dei percorsi umanitari. Siamo collegati inoltre con l'associazione Conadi di Napoli, un'associazione che si occupa dei diritti dell'infanzia. Cerchiamo insegnanti di italiano che possano aiutarci. Al momento alcuni bambini saranno inseriti in delle classi qui da noi. E altri invece al mattino fanno la DAD con le loro scuole in Ucraina».
«Noi stiamo collaborando con la Chiesa di Sant'Antonio e la Chiesa del Carmine e poi diamo anche aiuto alla Caritas che, come si sa, ha dei volontari che portano i beni che vengono donati sia al confine polacco che in Ucraina. - dice invece Don Mario Cavaliere, parroco della Chiesa di San Matteo e di Santa Rita - Bisogna stare molto molto accorti in questa situazione e per far fronte alle difficoltà abbiamo deciso tra noi parroci di collaborare per darci forza a vicenda. Bisogna stare molto attenti per tutelare i bambini che scappano dalla guerra che già hanno subito un enorme trauma. Se c'è qualcuno che vuole ospitare dei rifugiati ditelo a noi, noi lo facciamo presente alla Caritas. In questo momento stanno arrivando solo mamme con bambini e cerchiamo di curare ogni evenienza. È bello vedere che c'è ancora molta generosità a Castellammare anche se sono persone molto scoraggiate da quello che è successo al comune proprio il giorno dell'inizio della guerra. Molti stabiesi sono scoraggiati e anche nell'aiutare purtroppo traspare questo sentimento. La città però nonostante questo scoraggiamento si sta mostrando molto generosa. La Chiesa si sta muovendo per accogliere le famiglie ma non muovendoci da singoli parroci o singole Chiese ma tutti insieme e ci appoggiamo sempre alla Caritas per l'accoglienza. Molte scuole poi stanno chiedendo la nostra presenza tra i banchi e si sono mobilitate anche per raccogliere un piccolo salvadanaio da donare agli ucraini oltre che farmaci e alimenti e noi parroci ci stiamo accorgendo della generosità anche da parte dei ragazzi e questo ci riempie di gioia ed è molto importante. Un po' tutti si stanno muovendo nel sociale. C'è tanta generosità! Gli stabiesi sono molto generosi. Sia nell'accoglienza che nel donare».
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