Non si è accorta delle fiamme che pian piano stavano divorando l’imbarcazione, mentre lei dormiva inconsapevole della tragedia imminente. Non c’erano ferite né ustioni sul corpo della 30enne hostess dell’equipaggio della barca andata a fuoco stanotte nel porto turistico di Marina di Stabia. La barca si è incendiata soltanto nella parte esterna e la donna è morta per asfissia e, secondo le prime ricostruzioni effettuate dai militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, coordinati dal comandante Achille Selleri, non si sarebbe accorta di nulla. Ad intervenire per primi sono stati gli addetti di Marina di Stabia che, utiizzando il sistema anticendio della struttura, ha cercato subito di domanre le fiamme. L'intervento dei vigili del fuoco ha quindi domato completamente le fiamme quando però ormai per la giovane non c'era nulla da fare.
La giovane componente dell’equipaggio dell’imbarcazione si sarebbe fermata lì per la notte, in attesa di ripartire verso la provincia di Roma, nei luoghi in cui c’è la sua famiglia. Ed ora proprio i genitori sono alle prese con il riconoscimento del corpo, mentre la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo d’inchiesta per comprendere la causa del rogo che ha sconvolto l’intera città. Gli inquirenti stanno visionando le immagini delle telecamere del posto, per capire se nelle fasi antecedenti all’incendio qualcuno si sia avvicinato alla barca a vela di 22 metri, inglese, ma gestita da una società di Gragnano. La dinamica è ancora tutta da definire, mentre resta la consapevolezza di una morte prematura, una tragedia nella tragedia, che ha colpito la giovane donna e la sua famiglia, che non potrà più riabbracciarla. La direzione di Marina di Stabia ha espresso il suo cordoglio alla famiglia.