Nel pomeriggio di ieri, la Guardia Costiera di Castellammare di Stabia impegnata in attività di vigilanza e polizia marittima sul litorale di giurisdizione ha rinvenuto, in prossimità dello “scoglio della tartaruga” in Vico Equense, una rete da posta posizionata da ignoti sottocosta, lunga circa 400 metri, priva di contrassegni identificativi, non segnalata e pericolosa per la sicurezza della navigazione e per tutte le altre attività marittime in genere.
L’attrezzo da pesca, irregolare e privo di catture, è stato salpato e sottoposto a sequestro.
La pesca sportiva con tali reti è espressamente vietata dalla legge ed è irregolare anche nel caso fosse stata utilizzata da pescatori professionisti.
Per tali reti detenute a bordo o utilizzate per la pesca professionale è, infatti, previsto che debbano riportare, in relazione alla tipologia di attrezzo da pesca, la sigla di iscrizione ed il numero di matricola dell’unità cui appartengono.
A ciascun attrezzo fisso utilizzato per la pesca devono poi essere fissate due boe segnaletiche situate alle estremità della rete e ben visibili sulla superficie del mare (Regolamento (UE) N. 404/2011 recante modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca).
Questa pratica riconducibile all’ormai noto fenomeno delle reti c.d. “fantasma”, oltre ad essere di nocumento per l’intero ecosistema marino costituisce un serio pericolo per la sicurezza della navigazione e per tutte le unità in transito nonché per le attività di eventuali operatori subacquei, in quanto irregolari, pericolose e posizionate senza alcun segnalamento marittimo.
L'orgoglio di De Giorgio. «Abbiamo giocato una partita quasi perfetta, il desiderio di salvarci è immenso»