Il clan D'Alessandro gestito dalle donne. E' quanto emerge dalla relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicata ieri mattina sul sito del ministero dell'Interno.
La cosca stabiese dunque, il cui quartier generale è ubicato al rione Scanzano di Castellammare di Stabia - dopo gli arresti dei capi - sarebbe adesso guidato dalle donne della famiglia, ripercorrendo quanto già successo nella vicina Torre Annunziata dove a guidare i Gionta ci sarebbero ora proprio le donne.
Dell'ascesa delle donna ai vertici del clan D'Alessandro ne aveva già parlato tre anni fa anche il giudice Nicola Russo, quando affermò che il potere della cosca del rione Scanzano era in mano alle mogli dei reggenti finiti in carcere oppure defunti.
Gli altri clan stabiesi. Collegato ai D'Alessandro, c'è il clan Imparato del rione Savorito, meglio conosciuto come il clan "dei paglialoni", dedito in particolare alla gestione del traffico di stupefacenti. Gli investigatori hanno inoltre riscontrato una tensione tra gli stessi D'Alessandro e la famiglia Di Somma del rione Santa Caterina (nella foto). Proprio nelle scorse settimane è stato scarcerato un 24eime, figlio di un noto pregiudicato del quartiere. Un altro gruppo presente a Castellammare, nella zona di Ponte Persica al confine con Pompei, è quello dei Cesarano, attivo anche a Scafati (Salerno).
I clan dell'hinterland. Allargando invece il discorso nei comuni dei monti Lattari, c'è da ricordare che la relazione semestrale della Dia è giunta poche settimane dopo l'irreperibilità di Annamaria Molinari, moglie del presunto capoclan Leonardo Di Martino di Gragnano. La donna è destinataria di un'ordinanza d'arresto emessa dalla Corte d'Appello di Napoli per una condanna definitiva, con l'accusa di associazione mafiosa. Si tratta del processo scaturito dall'inchiesta "'Golden Goal", relativo al traffico di scommesse sportive. Sui Lattari invece la cosca egemone è sempre quella degli Afeltra - Di Martino, attiva soprattutto a Gragnano e Pimonte. Ad Agerola sono invece presenti i Gentile, imparentati con gli Afeltra.