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Castellammare - Ipotesi narcos dietro l'incendio sul Megano

Sembrerebbe proprio di sì, stando almeno alle indagini effettuate dalle forze dell'ordine in queste ore.

tempo di lettura: 2 min
31/05/2017 08:47:22
Castellammare - Ipotesi narcos dietro l'incendio sul Megano

I narcos stabiesi della marijuana dietro l'incendio del monte Megano. al confine tra Castellammare e Gragnano? Sembrerebbe proprio di sì, stando almeno alle indagini effettuate dalle forze dell'ordine in queste ore. Tutto è partito dal rogo, sprigionatesi lunedì pomeriggio sulle montagne che sovrastano la città stabiese. Un incendio di chiara matrice dolosa, sviluppatosi poche ore dopo una ricognizione fatta sul posto dai militari del corpo forestale di Castellammare. In questi giorni le attenzioni di forze dell'ordine e magistratura si stanno intensificando sull'area stabiese. E sono due le piste maggiormente seguite: la prima, porta all'attività dei narcos che, bruciando ettari di terreno, si farebbero così spazio per allestire le loro coltivazioni di marijuana fatta in casa. Una volta bruciato, infatti, il bosco produce una cenere composta da fosforo, potassio e azoto. Fertilizzanti naturali, insomma. A quel punto bisogna soltanto seminare per ottenere una piantagione di cannabis. Secondo gli inquirenti, sarebbero dunque i narcos a pro vocare gli incendi, con lo scopo di "liberare" e preparare i terreni demaniali per piantare la cannabis. Ma c'è anche un'altra chiave di lettura, molto più inquietante, che viene data dagli inquirenti. Dietro il rogo del monte Megano potrebbe nascondersi anche una sorta di "guerra silenziosa'" tra clan per gli spazi dedicati appunto alla coltivazione di marijuana. Così, ad incendiare gli ettari di terreno dei Lattari (secondo una prima ricostruzione fatta dalle forze dell'ordine) potrebbero essere state anche delle piccole "sacche criminali" del territorio, in lotta tra loro per il predominio degli spazi utilizzati per la semina di cannabis. Insomma, tra le ipotesi in campo c'è anche quella di uno scontro tra narcotrafficanti rivali, che brucerebbero i terreni della "concorrenza" per la supremazia sul business milionatio della marijuana prodotta nell'area stabiese e, in particolare, nel quadrilatero composto dal monte Faito (versante Castellammare), Gragnano, Casola di Napoli e Lettere. Tutto materiale per i magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che hanno deciso di aprire un'inchiesta sul caso. L'incendio appiccato al monte Megano ha distrutto diversi ettari di bosco. Il rogo è stato domato dai vigili del fuoco del distretto di Castellammare, insieme ad un canadair della protezione civile. Si tratta del primo incendio verificatosi quest'anno, che arriva alla vigilia della messa in commercio della marijuana prodotta in loco. Un affare milionario per i clan camorristici della zona, che aspettano adesso il periodo estivo per rimpinguare le proprie casse.

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