La "Speedball" piaceva veramente a tutti. Come la marijuana. Entrambe le sostanze stupefacenti venivano acquistate da infermieri dell'ospedale San Leonardo, baristi di corso Garibaldi, operai Fincantieri e anche da alcuni calciatori dilettanti. Sono questi gli ultimi dettagli dell'inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di Castellammare diretti dalla Procura di Torre Annunziata e che ha portato all'arresto di 13 pusher. Sono state smantellate cinque piazze di spaccio diffuse tra la città delle acque e i Comuni limitrofi che si occupavano prevalentemente della vendita della "speedball". Secondo quanto ricostruito dai militari, si trattava di uno mix, pericolossisimo, tra cocaina ed eroina che si era diffuso a macchia d'olio a Castellammare.
Ogni pusher aveva i suoi clienti fissi. Grazie all'intercettazione delle telefonate, i carabinieri sono riusciti a ricostruire le vendite dei giovani spacciatori e di segnalare anche alcuni clienti. La cocaina e soprattutto la marijuana (meno l'eroina) veniva venduta veramente a tutti. Professionisti e non, contattavano i pusher per farsi consegnare, spesso a domicilio, la propria dose giornaliera. Sorprende che tra gli assuntori ci siano anche alcuni infermieri del San Leonardo e operai Fincantieri. Proprio in via Brin, a due passi dalla fabbrica, era presente una delle cinque piazze di spaccio, quella gestita da V.D.A che verosimilmente riforniva alcune tute blu.
Ognuno aveva il suo giro di clienti ma non mancavano gli scontri tra i diversi spacciatori. I carabinieri della compagnia di Castellammare hanno avuto modo di ricostruire anche alcune liti tra i gestori delle piazze di spaccio per quanto riguardava la vendita. Spesso i puser si rifornivano tra di loro e in più di un'occasione il prezzo stabilito per il pagamento non veniva rispettato. In un caso accertato, uno dei fermati, V.F. aveva richiesto cocaina a R.C. Al momento del saldo, il primo, invece che consegnare 200 euro, ne presentò 150 scatenando l'ira del secondo. Ira che rientrò in poco tempo viste le minacce della famiglia di V.F.
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