L'appello: "Questa azienda mi ha dato il pane, mi ha aiutato a crescere i miei figli, a sposarli. Ora non mi va a 50 anni di stare senza lavoro. Aiutatemi".
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Lavoratore dell'indotto Fincantieri, ma anche amante dell'arenile di Castellammare e delle tante altre sue bellezze. Andrea Lambiase questa mattina è ritornato davanti ai cancelli dello stabilimento di via Duilio per protestare contro quello che ritiene un sopruso. E' stato etichettato come "indesiderato" dall'aziende e, per questo, non può più lavorare per una ditta dell'indotto. I motivi ancora non gli sono stati resi noti.
"Lavoro da 20 anni nel cantiere, mi hanno tolto la dignità". Queste le prime parole che riesce a pronunciare. Poi prosegue. "Dovevo entrare per una commessa appaltata alla ditta per cui lavoro ma all'ingresso mi hanno impedito di entrare. Hanno detto che sono indesiderato a Fincantieri, ma nessuno sa dirmi il motivo. Ho chiesto informazioni al mio datore di lavoro - racconta Lambiase - il quale mi ha confermato la stima che nutre nei miei confronti. Quindi ho deciso di protestare, di continuare la mia protesta affinchè la dignità che ho conquistato con anni di duro lavoro non venga buttata al vento. Finchè Gesù mi darà la forza combatterò sempre per difenderla. La notte non riesco a dormire e spero di arrivare a fare una pazzia, perché non riuscire a portare i pane a casa è dura. Questa azienda mi ha dato il pane, mi ha aiutato a crescere i miei figli, a sposarli. Ora non mi va a 50 anni di stare senza lavoro. Aiutatemi".