"Chiediamo solo un semplice permesso che dia il modo di conciliare attività scolastica e la terapia, vogliamo che la dirigenza scolastica trovi una soluzione. E' solo per il benessere del piccolo", la richiesta della famiglia di Marco.
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Gli orari dell'attività di logopedia non sono compatibili con quelli della refezione scolastica, così i genitori del piccolo Marco (nome di fantasia) chiedono ai dirigenti dell'istituto di poter consumare i pasti al rientro a scuola ma gli viene dato un secco 'no'. E' la storia di Marco, piccolo stabiese di 5 anni, che frequenta l'asilo in una scuola della periferia di Castellammare. Nei mesi scorsi Marco era stato segnalato ai genitori da parte dei docenti come un bimbo "iperattivo" ma alla fine dopo le visite dello psicologo questi ha rilevato solo criticità per quanto riguarda l'ambito del linguaggio e prescrive attività di logopedia di concerto con l'Asl Na 3 Sud.
La famiglia si attiva e riesce ad ottenere due ore settimanali di attività di logopedia presso un centro specializzato di via Napoli, l'appuntamento è fissato dalle 11 alle 12 il mercoledì e il venerdì. E' a questo punto che sorgono alcune frizioni tra i genitori di Marco e la dirigenza scolastica: i primi chiedono di poter far consumare i pasti della mensa scolastica al rientro delle terapie mentre dall'altra parte arriva un diniego. " I pasti vanno consumati con gli altri alunni per motivi igienico-sanitari e di sicurezza", questa la motivazione dei vertici dell'istituto. Una risposta incomprensibile per i genitori che si oppongono. "Chiediamo solo un semplice permesso che dia il modo di conciliare attività scolastica e la terapia, vogliamo che la dirigenza scolastica trovi una soluzione. E' solo per il benessere del piccolo", la richiesta della famiglia di Marco.