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Cronaca

Castellammare - Inchiesta Tsunami, tremano i D'Alessandro: depositati gli interrogatori dei pentiti Belviso e Cavaliere


La DDA chiude il cerchio. Le parole di Salvatore Belviso e Renato Cavaliere fanno tremare i vertici della cosca

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Tremano i 29 indagati dell'inchiesta Tsunami contro il clan D'Alessandro. La Direzione Distrettuale Antimafia ha infatti depositato i verbali inediti con le dichiarazioni di Renato Cavaliere e Salvatore Belviso, due pentiti della cosca di Scanzano che hanno iniziato a collaborare con la magistratura. Il contenuto di quel materiale è ancora off limits e protetto da segreto d'ufficio ma la sensazione è che possano esserci novità importanti sugli affari del clan più pericoloso di Castellammare. Dai rapporti con la politica (grazie alla quale la cosca si assicurava gli appalti) fino al racket e alle estorsioni nel comprensorio stabiese: l'inchiesta Tsunami potrebbe svelare nuovi segreti dei D'Alessandro.

Al momento gli indagati sono 29 anche se in un primo momento se ne contavano 94. L'inizio dell'indagine è datata 2009 quando i carabinieri di Castellammare speravano di decapitare la cosca di Scanzano che in quegli anni aveva esteso il proprio dominio anche all'esterno della città delle acque. Al termine delle operazioni, sono stati consegnati 29 avvisi di garanzia che vedono coinvolte tre figure principali della camorra stabiese: Teresa Martone, moglie del defunto boss e fondatore Michele D'Alessandro; suo figlio Vincenzo D'Alessandro (all'epoca dei fatti reggente del sodalizio); e Paolo Carolei, luogotenente del clan che è riuscito a scalare velocemente le gerarchie.


Erano loro tre a gestire gli affari della cosca, puntando sulle estorsioni ai commercianti o alle imprese edili che dovevano pagare il 5% a Scanzano per ogni appalto. E sono loro che potrebbero essere colpiti dopo le rivelazioni di Cavaliere e Belviso, due ex affiliati che conoscevano alla perfezione il funzionamento della cosca. Ma i pentiti potrebbero aver fatto il nome anche di altri presunti affiliati, come per esempio i colletti bianchi che aprivano le porte alla camorra. Come si potrebbe far luce anche sull'omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino ormai dieci anni fa.

Al momento la cosca dei D'Alessandro sarebbe gestita dal fratello di Michele D'Alessandro, Luigi detto Gigginiello, scarcerato un anno fa. Teresa Martone è ai domiciliari dopo l'inchiesta Olimpo mentre Vincenzo D'Alessandro, boss sanguinario e senza scrupoli, pur essendo stato scarcerato, è tenuto lontano da Castellammare. Il Carolei è invece in carcere dove sconta la sua condanna per l'inchiesta Golden Gol di qualche anno fa (e in sua compagnia anche due fratelli coinvolti nell'inchiesta Olimpo). Da non trascurare però le nuove leve del clan, come per esempio i figli dei principali esponenti della criminalità stabiese pronti ad ereditare il potere dei genitori.


martedì 9 aprile 2019 - 10:59 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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