Un 'banale' guasto elettrico all'interno della fabbrica di cosmetici 'My Way', al confine tra Castellammare e Torre Annunziata, e a pagare è l'ambiente, ancora una volta. Il rogo che ha colpito ieri nel primo pomeriggio il capannone di via Ripuaria ha prodotto effetti devastanti per l'aria che non sono stati ovviamente cancellati dallo spegnimento delle fiamme, divampate per circa cinque ore.
Il bilancio in termini di feriti parla per fortuna solo di due intossicati lievi: un operaio della fabbrica e un vigile del fuoco intervenuto per mettere l'area in sicurezza. Il lavoro delle forze dell'ordine, tra caschi rossi, polizia municipale e carabinieri, è comunque proseguito tutta la notte al fine di evitare ulteriori rischi incendi nell'area. I momenti di maggiore tensione si sono comunque verificati dalle 13 alle 18, quando il rogo ha imperversato con maggiore vigore, alimentato anche dal vento. Per tenere a bada le fiamme, i vigili hanno impiegato anche un elicottero per calare acqua dall'alto.
La folta nube di fumo sprigionatasi ha tuttavia inquinato l'ambiente circostante in maniera assai gravosa. La località più colpita, in questo senso, è stata quella di Rovigliano, con i residenti costretti a rinchiudersi in casa per evitare di inalare la tossicità dell'aria. I caschi bianchi, per altro, hanno avuto il loro da fare per tenere lontani i tanti curiosi accalcatisi nelle vicinanze di via Ripuaria. Una scena che ha fatto temere il peggio a molti, dal momento che da Castellammare a Torre, fino a Scafati, Pompei e Angri, sono state numerosissime le segnalazioni di avvistamento della nube scura.
Fortunatamente però i danni maggiori sono stati quelli materiali, stimati tra apparecchiature, attrezzi e strutture limitrofe al capannone attorno al milioni di euro. Comunque un buon compromesso, considerato la potenziale tragedia sfiorata in termini di vite umane, con un centinaio di lavoratori impegnati nell'area - una decina solo nella fabbrica di cosmetici - che sono riusciti a mettersi tutti in salvo. Da valutare più avanti, purtroppo, la portata occupazionale del disastro.
La vicenda è ovviamente stata accolta con sgomento tra gli ambientalisti, con il rappresentante regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che ha commentato l'accaduto con amarezza: «A causa della presenza di materiali plastici ci sarebbe un serio rischio di dispersione di sostanze tossiche come la diossina. Abbiamo sollecitato l'intervento dell'Arpac in modo da poter classificare con certezza le sostanze che l'incendio ha disperso nell'etere. Occorre avere al più presto un quadro più chiaro».
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