Dal centro storico un coro intriso di insulti e offese nei confronti del sindaco durante la notte dell’Immacolata. Ma in pochi hanno espresso parole di vicinanza verso il primo cittadino, colpevole, secondo un gruppo di facinorosi, di aver vietato i falò nei quartieri. A tendere la mano al sindaco è don Salvatore Abagnale, il parroco della chiesa dello Spirito Santo, anch’egli sostenitore dell’esigenza di regolamentare i falò nei rioni, ma tuttavia consapevole che la questione non può trascendere in cori e offese verso le istituzioni. “Gli insulti fanno davvero male oltre alla tua persona anche all’intera città. Piena solidarietà e vicinanza, sindaco” scrive don Salvatore, commentando sui social la nota diffusa dal primo cittadino. “Come ben sai io sono un sacerdote che crede molto nella possibilità di vivere questa festa in modo sano e fruttuoso e per questo sono davvero felice della reazione positiva e propositiva dell’amministrazione. - sostiene il parroco - Credo che l’idea di realizzare una Fondazione per la Festa dell’Immacolata sia davvero la strada giusta per rendere luminosa una notte così attesa dagli stabiesi”.
Parole a cui, tuttavia, non fa eco la stessa reazione di sdegno da parte di numerose altre realtà del territorio, a partire dalle forze politiche di opposizione. Tra queste, l’unica voce che emerge è quella del consigliere di Italia Viva Andrea Di Martino, che rivolge “al sindaco tutta la solidarietà”, evidenziando tuttavia la necessità “di essere più sobri e misurati anche perché nel frattempo quella notte un uomo che tornava da lavoro è vivo per miracolo”. In particolare, spiega Di Martino, riferendosi alla comunicazione del Comune e della maggioranza, “si è passati dalla tranquilla notte dell'Immacolata e alla denigrazione di chi aveva segnalato che la notte del 7 la città era diventata una giungla, alla camorra che inguaia l'Immacolata e alla notte di follia”.
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