«Il voto è un atto di carità cristiana». Con questa frase la chiesa si schiera sul difficile ed insidioso campo della politica, senza però appoggiare l'uno o l'altro partito, ma semplicemente per mettere in guardia i fedeli sull'importanza del proprio voto alle prossime elezioni amministrative. Un voto che deve essere dato con amore, l'amore per la propria città. Una Castellammare di Stabia ormai martoriata, sotto ogni aspetto. Dal lavoro ai servizi, dalla vivibilità alla legalità. Ogni strada ha il suo scempio. Ogni realtà locale ha la sua croce da portare, ogni giorno.
Un messaggio lanciato al termine della Santa Messa di mezzogiorno in Cattedrale. E non solo. Poichè "verba volant" e "scripta manent", all'uscita dalla chiesa è stato distribuito un documento con 5 punti da tenere ben presente quando ci si dovrà recare alle urne.
Come scrisse Mons. Felice Cece nel libro del Sinodo diocesano del 2011, bisogna convertirsi alla città. E questa conversione, secondo il presbiterio zonale e i rappresentanti laici dei consigli pastorali che hanno redatto il documento, la si deve manifestare in occasione del rinnovo dell'amministrazione cittadina del prossimo anno. "La nostra città - hanno scritto - ha bisogno di un amore che la guarisca, la liberi, e le doni quella bellezza che è splendore del bene .... una speciale forma di carità è l'impegno politico, la partecipazione attiva alla vita della Polis".
Ecco, quindi, il vademecum redatto dalla chiesa:
1) Chiediamo ai cristiani laici delle nostre comunità, di vivere il loro sacerdozio battesimale, non al riparo delle mura del tempio, ma nel mondo e per il mondo, scegliendo di impegnarsi nella vita pubblica, con competenza e passione. Non si può stare alla finestra a guardare, salvo poi chiudersi in una sterile e comoda lamentazione.
2) Ricordiamo a tutti che il rinnovamento della politica esige che i partiti e i movimenti siano consapevoli di derivare la loro legittimità etica e giuridica dall'essere politici, impegnati, cioè nel curare gli interessi della città, non quelli di parte, individuali, di gruppo o di partito.
3) Diciamo con chiarezza che gli elettori hanno il grave dovere morale di scegliere candidati onesti. L'onestà dei candidati al governo della città deve misurarsi soprattutto dalla disponibilità al servizio, dal culto del bene comune, dal rispetto della legalità, dal gusto della gratuità e anche dal coraggio fino all'eroismo, necessario per resistere ai condizionamenti di ogni tipo, inclusi quelli della violenza camorristica.
4) Facciamo attenzione che oltre alla onestà, i candidati abbiano dato prova anche di una reale competenza e capacità di impegno. Un "buon uomo" senza competenza può fare disastri nella pubblica amministrazione, magari diventando burattino utile nelle mani di abili e spregiudicati burattinai.
5) Lavoriamo tutti insieme per far crescere una cultura della legalità e della solidarietà, promuovendo la crescita della vita civile ed economica, promuovendo percorsi e luoghi di formazione umana, soprattutto per i giovani, al fine di togliere terreno fertile alla mala pianta della malavita e della diffusa illegalità.
Un messaggio tanto forte quanto chiaro: chi può e ha le competenze scenda in campo in prima persona. Gli altri, badino bene a chi daranno il loro voto. Ne va del futuro di Castellammare, dei loro figli, dei loro nipoti.