La madre di Alfonso Fontana - il giovane ventiquattrenne tragicamente trucidato in quel di Torre Annunziata la sera del sette febbraio scorso - per il tramite del suo avvocato Roberto Attanasio, scrive ai giornali e al deputato Francesco Emilio Borrelli per chiedere «la rimozione del video che dura poco più di un minuto e riprende proprio i momenti in cui quella mano che impugna la pistola esplode più colpi contro la vittima». Una richiesta arrivata lo stesso giorno in cui il video ha iniziato a girare sui social, venerdì scorso. Un video che StabiaChannel ha sin da subito deciso di non diviulgare ritenendo le immagini troppo cruente, ma anche in considerazione del fatto che ci siano ancora indagini in corso. Un appello, quello della madre di Fontana, riportato anche dalle pagine di Metropolis oggi in edicola.
Un video pubblicato da alcune testate giornalistiche sui loro siti web nonchè sui social dallo stesso Borrelli. Per questo, la mamma di Fontana ha inteso «stigmatizzare con fermezza la diffusione di quella serie di frame, atteso che rappresentano un elemento importante al vaglio dell’Autorità Giudiziaria; un elemento che viene divulgato sul web in una fase processuale in cui qualsiasi indizio può essere utile per il raggiungimento della verità, oppure essere strumentalizzato per un eventuale inquinamento delle prove od anche semplicemente per alimentare dolore e sofferenza. Noi crediamo nella Giustizia e soprattutto al suo operato e siamo convinti della necessità di salvaguardare elementi probatori delicati, cui si va ad aggiungere il grido di dolore di una madre costretta a barbaramente rivedere quelle immagini cruente in ogni dove».
«Una madre affranta dal dolore - sottolinea l'avvocato Attanasio - , costretta a parlare e riparlare di quegl’istanti che per lei durano l’eternità; una madre che ora cerca solo la forza per affrontare quanto le è accaduto, ma questa forza non sarà mai sufficiente a colmare il suo dolore». Proprio per tali ragioni, hanno chiesto «la rimozione del video in questione, così da attendere gli sviluppi delle attività investigative e dare pace sia all’anima di un giovane trucidato con crudele violenza, sia ad una madre che merita quantomeno “silenzio”».
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