Lunedì sera, presso l’Asharam Santa Caterina, l’Arch. Enzo Russo ha incontrato un buon numero di associazioni stabiesi e illustrato nel dettaglio il Piano Urbano del Traffico da lui redatto, e approvato in Consiglio Comunale nel 1993 (e di nuovo nel 2005). L’architetto, grazie al supporto di una presentazione video, ha spiegato le finalità del Piano ponendo l’accento sul fatto che si tratta di uno strumento urbanistico la cui denominazione, piano urbano del traffico, è sicuramente riduttiva rispetto agli obiettivi che si prefigge di raggiungere.
«Si tratta di uno strumento che ridisegna il modello di mobilità urbana – spiegano in una nota i soci dell’associazione “Gli amici della Filangieri”, promotori dell’incontro - agendo non solo sulla circolazione veicolare, ma anche sulla mobilità pedonale e ciclabile, sulla sosta su strada e sui parcheggi, sul trasporto pubblico e sulle modalità integrative, sulla riqualificazione dello spazio pubblico, il tutto all’interno di una chiara visione strategica di sviluppo sostenibile della nostra città. L’incontro si è svolto in un ambiente molto disteso e la chiarezza dell’esposizione dell’arch. Russo ha creato fin da subito un percettibile clima di condivisione intorno alle idee illustrate. Alla fine della presentazione ci sono state una serie di domande da parte di vari esponenti di associazioni, soprattutto dai presidenti delle associazioni di commercianti (ASCOM e AICAST), che si sono mostrati estremamente interessati al Piano, lasciando chiaramente intendere che c’è tutto l’interesse a collaborare per raggiungere, alla fine di un percorso condiviso, l’obiettivo di attivarlo. Circa 25 giorni fa abbiamo per la prima volta lanciato la nostra proposta e siamo stati fin da subito affiancati dalle associazioni del nostro coordinamento dell’Asharam (la Casa della Pace e della Nonviolenza, Circolo Woodwardia Legambiente, Presidio stabiese di Libera, La voce del Branco). Contemporaneamente abbiamo riscontrato un fortissimo interesse da parte di molte altre realtà, come quelle della rete “SìAMOlaCittà”, o dell’associazione “Piazza Attiva”, per citarne alcune. Oggi, a distanza di così poco tempo, siamo già vicini a creare un folto fronte di associazioni intorno a questa richiesta ed il motivo è a nostro avviso molto semplice: stiamo chiedendo l’attivazione di uno strumento che esiste già, è nostro ed è normativamente vigente. Come emerso anche ieri, infatti, il piano del traffico è uno strumento di cui i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti devono dotarsi per legge (art. 36 Codice della Strada). Approvarlo in Consiglio Comunale è però solo un primo passo, bisogna poi attivarlo. Per cui se c’è da parte di un’amministrazione, e nel caso specifico di quella attuale, la volontà politica di farlo, bisogna attivare misure e azioni per renderlo concreto. Nel caso contrario, spiegandone i motivi, c’è bisogno di avviare un percorso che porti all’ideazione, l’approvazione e l’attivazione di un nuovo piano, con il pericolo che in questa lunga fase non siano chiare e definite le politiche di mobilità di questa amministrazione e quindi si facciano scelte estemporanee non inserite in una visione strategica. Un dato chiaramente emerso dall’incontro di ieri è poi che il Piano è uno strumento complesso che prende in considerazione ogni singolo aspetto della questione mobilità, gestendola dunque in ottica integrata; è quindi insensato pensare di prevederne un’applicazione “a blocchi”. Noi, pur continuando nell’opera di dar vita ad un largo, trasversale e compatto fronte di cittadinanza intorno alla richiesta di attivazione del piano, a questo punto chiediamo ai nostri amministratori, che finora non hanno preso posizione sulla questione, risposte chiare sulle tematiche da noi evidenziate. La nostra città è dotata di un Piano vigente, caratterizzato da una visione integrata della mobilità inserita in una prospettiva strategica di forte rilancio. Con ogni probabilità va leggermente riadattato alle modificazioni urbanistiche avvenute negli ultimi 12 anni, ma perché non iniziare a lavorarci subito? Perché non iniziare un percorso dialogato e condiviso all’interno della nostra comunità che porti finalmente all’attivazione di quest’importante strumento?» hanno concluso.
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