Il killer del consigliere comunale Gino Tommasino torna in città. Catello Romano ha ricevuto un permesso speciale per motivi familiari e si è recato in visita alla madre, scortato dalla polizia penitenziaria che non lo ha perso un attimo d'occhio nel corso della sua breve permanenza in casa della madre. Città blindata oggi per garantire la massima sicurezza di un'operazione che ha comportato la presenza di numerose volanti di polizia sul territorio, un'anomalia che ha incuriosito e insospettito i passanti. Il dubbio è stato svelato in seguito, quando è stato reso noto che per il 27enne killer di Tommasino era stato accordato un permesso straordinario di mezza giornata, anche in ragione della buona condotta tenuta nel carcere di Voghera, dove Romano sta scontando la sua pena. Convertitosi al buddhismo durante la detenzione, il giovane assassino non si è mai pentito per l'omicidio di Tommasino, freddato con tredici colpi di pistola il consigliere comunale nel febbraio 2009 mentre era in auto con suo figlio sul Viale Europa. I giudici della Corte d'Appello di Napoli nel mese di giugno 2016 hanno deciso di non condannarlo all'ergastolo, infliggendogli una condanna a 30 anni di reclusione per omicidio con l'aggravante del metodo mafioso, stessa pena del pentito Renato Cavaliere, ex reggente del clan D'Alessandro. Già definitive, invece, le condanne per gli altri due componenti del commando, Salvatore Belviso e Raffaele Polito, che stanno scontando rispettivamente 18 e 12 anni di reclusione.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.