Il palazzo crollato a via Visanola. Ph Nino Di Maio
In occasione della giornata mondiale dell’acqua a Castellammare di Stabia si amplificano i rimpianti per “l’oro bianco” che da queste parti finisce desolatamente in mare. Una risorsa enorme sprecata ogni giorno in una città che avrebbe tanto bisogno di lavoro, di rilancio, di nuove energie per risollevarsi anche dall’ultima batosta subita, quella dello scioglimento del comune per infiltrazione camorristica.
Il patrimonio termale stabiese è, in maniera indiscussa, il più importante e prezioso dell’intero paese. Eppure, nessuno muove un dito per valorizzarlo. Ma come è possibile tutto questo? Siamo tutti d’accordo che i politici che i cittadini stabiesi hanno votato negli ultimi anni si sono dimostrati non capaci di gestire una città e le sue risorse in modo adeguato. Così come è palese che anche le istituzioni sovracomunali – con facoltà e capacità di intervenire – sono state a guardare. E per completare il disastro, si è aggiunta l’inerzia e l’ostruzionismo dei cittadini. Si, anche degli stessi stabiesi che si sono dimostrati inadeguati nel vivere in una città con così tante potenzialità.
Ma c’è una parte di questi, purtroppo una sparuta rappresentanza, che cerca di combattere questo stato di cose. Il primo passo è denunciare, poi rimboccarsi le maniche e sostituirsi – laddove possibile – all’inerzia istituzionale. Lo hanno fatto domenica alcuni volontari dell’associazione “Post Fata Resurgo” che – in una delle loro ultime iniziative – hanno ripulito l’arenile dai rifiuti. E lo fa spesso Nino Di Maio, presidente del forum delle famiglie, che proprio in occasione della giornata mondiale dell’acqua ha voluto ricordare uno dei tanti orrori stabiesi.
In suo post social ha voluto ricordare “La Ventinovesima Fonte – VISANOLA”. Si, perché oltre alle ormai note 28 fonti di acque termali, a Castellammare ne esiste una ventinovesima, quella di Visanola. «Una fonte che era stata perduta e poi riaffiora sotto un palazzo – ricorda Di Maio - Una fonte talmente ricca di acqua da poter dissetare una città di 25000 abitanti, con una portata di 8 litri al secondo. Talmente potente da far cadere un palazzo. Ma sapete che fine fa tutta questa acqua, a mare, milioni di litri di acqua a mare. Vergogniamoci per aver votato tanti cretini e pagnottisti negli ultimi 30 anni. Se solo si prendesse quest'acqua e si imbottigliare daremmo lavoro a tanti giovani».
Ma non è tutto. A pochi metri da questa fonte perduta ci si imbatte in un altro grande fallimento stabiese: Piazza Fontana Grande. «Vedete come è ridotta, piena di spazzatura – conclude amaramente Di Maio - Ieri ho pianto». Ed effettivamente c’è da piangere nel guardare tanto degrado, tanto abbandono e tanta indifferenza. Ormai agli stabiesi tutto sembra scivolare addosso. Ed anche questo scioglimento del comune per infiltrazione camorristica sembra essere stato accolto come un qualcosa che non ci appartiene, che non ci riguarda. Qualcosa che passerà, come un brutto raffreddore. Ma la verità è che si tratta di qualcosa di molto peggio di un raffreddore. E’ una malattia contro cui si deve combattere, tutti insieme, con forza. L’alternativa è morire.