Il GIP competente ha accolto l’istanza presentata dalla difesa e ha disposto la scarcerazione di Enzo Guarino, imputato e già condannato in primo grado per un episodio di estorsione aggravata dal cosiddetto metodo mafioso.
La decisione arriva nell’ambito di un procedimento complesso che trae origine da una contestata richiesta estorsiva ai danni di un perito assicurativo operante nel settore nautico. Secondo l’impostazione accusatoria, il professionista sarebbe stato minacciato e, in un episodio particolarmente grave, anche gettato in acqua nel corso delle operazioni di perizia.
Nel corso del giudizio, l’accusa aveva chiesto una condanna a sei anni di reclusione per ciascuno degli imputati. Tuttavia, il giudice ha ritenuto di accogliere le argomentazioni presentate dalla difesa, disponendo la rimessione in libertà di Guarino, già condannato in primo grado.
Resta invece detenuto l’altro imputato coinvolto nella vicenda, anch’egli condannato in primo grado alla pena di tre anni di reclusione.
Determinante, secondo quanto emerge dagli atti, è stato il lavoro difensivo dell’avvocato Francesco Romano, le cui argomentazioni sono state ritenute idonee dal GIP a giustificare la revoca della misura cautelare nei confronti di Guarino.
La decisione segna un passaggio significativo nel procedimento, che ora proseguirà nelle fasi successive del giudizio.
«Gestione arbitrale imbarazzante, al ritorno mi auguro di vedere un arbitraggio equo»