Le attività investigative, originate dal furto di una porzione di affresco dalla "Casa di Nettuno" del sito archeologico di Pompei, sono finalizzate alla disarticolazione di un gruppo strutturato, operante nell'intera Italia meridionale.
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Il 4 febbraio 2015, nelle provincie di Agrigento, Arezzo, Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Brescia, Caltanisetta, Caserta, Catania, Cosenza, Enna, Foggia, Latina, Milano, Napoli, Pordenone, Roma, Salerno, Taranto, Teramo e Viterbo, nel corso di un'operazione senza precedenti per numero di obiettivi e forze impiegate, i militari del Comando CC Tutela Patrimonio Culturale, con l'ausilio dell'Arma Territoriale e Mobile e con il supporto del 7° Elinucleo CC Pontecagnano (SA), hanno eseguito 142 decreti di perquisizione emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nell'ambito dell'indagine "ARTEMIDE".
Le attività investigative, originate dal furto di una porzione di affresco dalla "Casa di Nettuno" del sito archeologico di Pompei, sono finalizzate alla disarticolazione di un gruppo strutturato, operante nell'intera Italia meridionale (particolarmente Campania e Puglia), dedito agli scavi clandestini, alla ricettazione e all'illecita commercializzazione di beni culturali.
Le operazioni, ancora in corso, che avevano già consentito nelle fasi preliminari il recupero di 874 reperti archeologici e l'arresto di tre indagati italiani in collaborazione col Gruppo Patrimonio Historico della Guardia Civil, segnano, alla giornata odierna, il sequestro di oltre 2000 beni archeologici tra cui vasellame apulo-canosino a figure rosse, frammenti architettonici, monete italiche, metal detector e utensili di ricerca e scavo clandestino.
Questa mattina all'alba i carabinieri hanno bussato anche alla porta di un uomo al rione Cicerone.