Un anno dopo il silenzio irreale che avvolse il Monte Faito, torna a farsi sentire la voce della giustizia. E lo fa con parole nette, che segnano una svolta nel racconto di quella tragedia: "Le condizioni metereologiche non c'entrano nulla con il disastro. Alla base del crollo della funivia del Monte Faito c'è un errore umano". Così il Procuratore Capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, nel giorno del primo anniversario del disastro del 17 aprile 2025.
Quattro vite spezzate - Carmine Parlato, Janan Suliman, Margaret Elaine Winn e Graeme Derek Winn - e un solo sopravvissuto, Thabet Suliman, oggi tra le 24 persone offese. Attorno a loro, un’indagine complessa che conta 26 indagati e un imponente dispiegamento di forze investigative e tecniche.
Durante la conferenza stampa negli uffici della Procura oplontina, Fragliasso ha fatto il punto sullo stato dell’inchiesta, sottolineando come "le operazioni peritali, mediante l'incidente probatorio, sono tuttora in corso e il deposito della perizia, secondo quanto ipotizzato dai periti all'udienza, a specifica domanda del GIP, è previsto prima della pausa estiva". Un passaggio chiave, perché l’incidente probatorio consentirà di cristallizzare gli esiti tecnici: "quindi si andrà incontro a una sensibile riduzione dei tempi del processo".
Le indagini, partite immediatamente dopo il crollo con sopralluoghi sia alla stazione a valle sia nel punto dell’impatto, si sono rivelate da subito difficili. Il territorio impervio ha complicato ogni fase, dal recupero della cabina alle analisi tecniche. Determinante il lavoro congiunto di Polizia, Vigili del Fuoco ed esercito, che ha messo a disposizione strutture e supporto logistico per lo studio dei reperti.
Un’inchiesta corale, che coinvolge decine di professionisti tra magistrati, periti e consulenti, chiamati a ricostruire ogni dettaglio di quanto accaduto. Ma oggi, a distanza di dodici mesi, una prima verità emerge con forza: non il caso, non il maltempo, ma una responsabilità umana al centro di una tragedia che attende ancora giustizia.
Il tecnico gialloblù elogia i suoi giocatori, analizza le difficoltà societarie e ricorda le vittime della Funivia del Monte Faito a un anno dalla tragedia.