Ma ci vorrebbe la presenza di un medico idrologo ?
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Prove tecniche di mescita alle fontanine esterne delle Antiche Terme. L'obiettivo è quello di rendere disponibili ai cittadini le acque termali, anche senza entrare nel complesso di piazza Amendola. Sono iniziate ieri le attività tecniche per collegare le fontane esterne alle terme con le falde acquifere. Installate durante i lavori di ristrutturazione del complesso, le fontane non sono mai andate in funzione, come del resto l'intera struttura. Dal Comune è difficile avere notizie certe, ma sembra che entro fine mese potrebbero essere tutte disponibili. I lavori sono sati affidati ad un professionista di Vico Equense, lo stesso che si è occupato della risistemazione dell'impianto elettrico e della sala motori di antiche e nuove terme. In ogni caso, le fontanine non potranno essere riaperte all'uso civico se non dopo la disinfezione dei bocchelli ed i successivi controlli sanitari. Questa stessa procedura va seguita anche per la fontana dell'acqua San Giacomo da alcuni giorni oggetto di lavori di risistemazione delle tubatature.
A questo punto, però, in molti si pongono un importante quesito: trattandosi di acque medicamentose, per norma pare sia necessaria la presenza di un medico o, comunque, di uno specialista idrologo per assistere i cittadini. Sarà stato previsto ?
Dal alcuni giorni, inoltre, dalla fontana San Giacomo è tornata a sgorgare l'acqua a seguito di semplici lavori di sistemazione delle tubature. Anche in questo caso, prima di rendere l'acqua nuovamente disponibile ai cittadini, considerando anche i circa 2 anni in cui la fontana è rimasta chiusa, sarebbe obbligatorio un'analisi delle acque stesse. Saranno state fatte ? Intanto, però, alcuni cittadini hanno già bevuto quell'acqua. "L'ho bevuta - ci dice un residente del centro antico - E' fresca e buona. Paura ? Non sono ancora morto".
Chi vede con scetticismo questo iniziative, così come quelle denominate "Aperiterme", è Salvatore Suarato, sindacalista della Fisascat-Csil. "Tutto ciò non rappresenta l'obiettivo per cu si siamo battuti negli ultimi anni, ossia la salvaguardia dei livelli occupazionali. Si tratta di iniziative che non danno ricchezza a nessuno, città compresa. Iniziative che andrebbero accompagnate da campagne di valorizzazione globale del territorio. Ed invece si continua con operazioni di facciata che, guarda caso, nascono nel momento in cui tutti i lavoratori delle Terme sono stati licenziati".
Nel corso degli ultimi mesi, poi, volontari e semplici cittadini hanno organizzato due eventi, ed un terzo è programmato per il 31 luglio, denominati "Aperiterme" con l'obiettivo di sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla ricchezza acqua di cui gode Castellammare. Per Suarato, anche queste iniziative "non rappresentano il lavoro. Personalmente non ho mai partecipato a tali iniziative perché era ben chiara la richiesta di tali associazioni e organizzazioni. Con la chiusura dell'azienda termale, prima dell'indignazione stabiese, c'è il dramma delle 200 famiglie e proprio in questi giorni si sta consumando l'ultimo atto tragico, quello del licenziamento. Intanto la becera politica di Castellammare di Stabia ,con a capo il Sindaco Nicola Cuomo che fa ? cerca di accaparrarsi consensi con l'erogazione dell'uso civico. Effettivamente lui non ha più niente da spartire con quegli ex lavoratori ! la struttura è sua e ne fa quel che vuole !E magari più in là ,non troppo lontano ,verso il mese di agosto ci organizziamo qualche evento all'interno del piazzale delle antiche terme".