Una decisione presa per "tutelare e salvaguardare il marchio e, soprattutto, i tanti lavoratori che svolgono ogni giorno il proprio compito con passione e professionalità".
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Le indagini interne alla Fincantieri in merito alle presunte estorsioni operate ai danni di ditte esterne si sono per ora concluse con la massima sanzione possibile per i 2 dipendenti coinvolti: il licenziamento. Provvedimento disciplinare, invece, per un vigilante che però non è coinvolto nell'inchiesta.
Una decisione presa per "tutelare e salvaguardare il marchio e, soprattutto, i tanti lavoratori che svolgono ogni giorno il proprio compito con passione e professionalità". Sugli episodi, intanto, prosegue il lavoro della magistratura concentrata sull'accertamento di diversi episodi di tentata estorsione. Quello che sembra venire fuori dalle indagine, fino ad ora, è un sistema che costringerebbe alcune ditte d'appalto a pagare delle rette per lavorare nel cantiere stabiese. Tutto, comunque, in danno della stessa Fincantieri vittima dell'operato di alcuni lavoratori.
Un'inchiesta partita proprio dalle denunce delle di queste estorsioni vittime e dalla stessa azienda. Ancora ignoti i nomi dei quattro dipendenti licenziati ma, secondo indiscrezioni, si tratterebbe di tre sindacalisti e di un guardiano, tutti di Castellammare.
"Anche per rispetto dell'attività dei magistrati preferiamo non commentare la vicenda", fanno sapere dall'ufficio stampa di Fincantieri. "Ci teniamo tuttavia a ribadire la grande fiducia riposta nel cantiere di Castellammare - continuano - tra i più all'avanguardia d'Italia".
"Abbiamo grande fiducia nell'operato della magistratura - afferma Matteo Vitagliano, responsabile Cisl dell'area torrese - stabiese - Siamo amareggiati per questa vicenda e speriamo che quanto prima venga fatta piena luce. Allo stesso modo - continua - ci teniamo a ribadire che questo polverone non compromette in maniera assoluta l'ottimo lavoro di tanti giovani e delle vecchie maestranze che, con l'impegno e la professionalità di sempre, hanno trasformato il cantiere di Castellammare in un vero e proprio fiore all'occhiello dell'azienda. Il nostro auspicio - conclude Vitagliano - è che quanto prima l'arrivo di nuove commesse possa sconfiggere ogni forma di malaffare. E speriamo quanto prima di tornare a parlare di navi, traghetti e bacino di costruzione, per tutelare non solo i lavoratori diretti di Fincantieri, ma anche gli operai dell'indotto".
Tutto questo mentre l'azienda continua ad avere fiducia nello stabilimento di Castellammare e nella professionalità dei suoi operai. Proprio su questa linea si inserisce l'annuncio dell'azienda dell'arrivo ad ottobre di un troncone di una nave in lavorazione allo stabilimento veneto di Marghera. Ciò garantirebbe un altro anno di lavoro, scongiurando così il ritorno alla cassa integrazione per gli operai Fincantieri.