Il calvario della villa comunale rischia di diventare un'agonia. L'indagine della Guardia di finanza, infatti, si sta estendendo a macchia d'olio ed è arrivata fino a Palazzo Santa Lucia, dove le fiamme gialle guidate dal capitano Mario Aliberti nei giorni scorsi hanno acquisito gli atti relativi al programma PIU Europa per vederci chiaro sulla rendicontazione riguardante i lavori del primo tratto del waterfront. La finanza, in prima battuta, ha riscontrato differenze tra il progetto approvato e finanziato dall'Unione Europea mediante il Programma PIU Europa e il piano messo in atto su autorizzazione dei tecnici comunali, varianti che richiedono un'ulteriore approvazione prima della rendicontazione all'Ue. La vicenda, però, rischia di far emergere altre eventuali anomalie relative all'aggiudicazione dell'appalto e all'inizio dei lavori, al fine di verificare la regolarità del cantiere nel momento in cui ha preso il via. Secondo la prassi, i calcoli strutturali devono essere inviati al genio civile che poi dà il via libera ai lavori dopo aver ottenuto l'approvazione relativa alla valutazione di impatto ambientale. Nel caso in cui queste autorizzazioni fossero assenti, il cantiere risulterebbe aperto in maniera abusiva. Eventuali reati amministrativi e penali scovati dalla GdF imporrebbero l'apposizione dei sigilli intorno al tratto di villa comunale attualmente aperto al pubblico e la vicenda assumerebbe contorni davvero allarmanti. Nel frattempo, la Rf Appalti, ditta subentrata all'Ati Ma. Mi. S.r.l. di Milano, ha presentato il nuovo progetto, ora al vaglio dei tecnici comunali, a cui spetta il compito di valutarne la bontà. La necessità di utilizzare la “massicciata” per l'ampliamento sull'arenile in luogo della palificazione ha imposto una revisione sulle altre opere per rispettare il budget previsto per il restyling della villa, ma non è escluso che il progetto possa essere bocciato con conseguente benservito alla Rf Appalti che imporrebbe l'affidamento dei lavori ad una terza ditta. La preoccupazione maggiore, tuttavia, riguarda l'inchiesta delle fiamme gialle, la cui intromissione potrebbe far saltare anche il paracadute dei fondi regionali dopo il fallimento del progetto PIU Europa, causato dagli errori dell'amministrazione Cuomo. Il rischio che il cantiere resti fermo ancora a lungo ora è più concreto che mai e gli stabiesi, intanto, sperano di sopperire alla chiusura della villa con la riapertura imminente delle Antiche Terme, per le quali ai lavori di pulizia seguirà un collaudo per comprendere le condizioni attuali di una struttura che, se agibile, potrebbe diventare il principale polo di svago della città con buona pace di chi ama le passeggiate panoramiche, costretto in tal modo a consolarsi con un salutare bicchier d'acqua. La riattivazione delle 18 storiche fonti, infatti, dopo il bluff della scorsa estate, potrebbe diventare presto realtà qualora le analisi qualitative sulle acque dovessero dare buon esito, ma sarà necessario introdurre, in accordo con l'Asl, anche un presidio di guardia medica all'interno della struttura, dato che la presenza di un dottore è necessaria quando si ingeriscono acque medicamentose.