Doveva consentire alla città di navigare tramite una rete ultraveloce, nel concreto sta costringendo gli stabiesi a navigare su litri d'acqua emessi dalla rete idrica.
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Doveva consentire alla città di navigare tramite una rete ultraveloce, nel concreto sta costringendo gli stabiesi a navigare su litri d'acqua emessi dalla rete idrica. Stavolta, dopo il disastro di Piazzetta Bracco di pochi giorni or sono, ad allagarsi è stata via Napoli, l'arteria che, passando per i due cimiteri, congiunge il centro di Castellammare con il fiume Sarno. Da un primo rilievo sembrerebbe che ad esser saltato sia stato un tubo danneggiato proprio dai recenti lavori per la fibra ottica che hanno interessato sia la città delle acque che i comuni limitrofi. A conti fatti, anche alla luce della lenta diffusione tra i cittadini del nuovo servizio, per la popolazione sono sin qui stati più i danni procurati che i vantaggi effettivamente apportati. Basti pensare al fondo stradale che ovunque è stato distrutto per poi esser rattoppato alla bene e meglio con il conseguente moltiplicarsi delle buche che, coperte dalla pioggia, hanno raddoppiato i casi di incidenti automobilistici e infortuni ai pedoni. Un risultato non certo idilliaco per chi, invece di andare avanti, si ritrova quasi proiettato in epoca romana quando la pavimentazione dispensava il medesimo trattamento ai passanti. Nella speranza che, prima o poi, determinate opere di modernizzazione vengano portate avanti con le giuste cura e professionalità. E che ovviamente via Napoli non debba attendere tre giorni come Piazzetta Bracco per veder riparato un disservizio che tanti fastidi sta causando ai residenti e a quella viabilità già martoriata lo scorso weekend dalla zona a traffico limitato imposta in pieno centro. Perché non mancano mai i tocchi di genio da parte di chi si è costretto a chiudere la villa comunale al pubblico in piena estate mettendo in ginocchio i tanti commercianti che attendevano con ottimismo la bella stagione.