Ben 6 venditori ambulanti in un raggio d'azione di 50 metri. E se è giusto pretendere dai commercianti il pagamento delle tasse, è altrettanto giusto tutelarli da questo commercio abusivo.
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Festa della donna ? No, festa dell'abusivismo. E' quanto è andato in scena oggi non solo a Castellammare di Stabia ma in tutto il vesuviano. Bancarelle della mimosa, , se così le vogliamo chiamare, ad ogni angolo. Postazioni di fortuna, ma anche veri e propri gazebo, in cui venivano venduti mazzetti di mimose. Senza voler andare ad indagare su quella che potrebbe essere la provenienza di queste composizioni floreali, le prime deduzioni fatte dalla maggior parte dei cittadini su una presenza così massiccia di venditori di mimose è che la crisi economica ormai costringe chi ha perso il lavoro ad arrangiarsi come può. Ma dietro questi banchetti, spesso, vi erano giovanissimi, qualche volta minorenni.
Le foto che proponiamo sono state scattate a Piazza Principe Umberto, dove affaccia l'abitazione del sindaco Nicola Cuomo. Proprio dove il primo cittadino stabiese, pochi mesi dopo la sua elezione, scendeva di sera per dirigere i vigili urbani ad elevare multe ai trasgressori del codice della strada. Lo stesso luogo dove fu posizionato uno spartitraffico che doveva impedire la sosta selvaggia. Oggi lo spartitraffico non c'è più, la sosta selvaggia invece continua a farla da padrona.
Ma torniamo alle mimose. In piazza Principe Umberto ne abbiamo contati ben 6 di venditori ambulanti, in un raggio d'azione di 50 metri. Si, è vero, i venditori di mimose ci sono sempre stati, ma mai così tanti, mai così in pieno centro a pochi passi dalla polizia municipale.
E se è giusto pretendere dai commercianti il pagamento delle tasse, è altrettanto giusto tutelarli da questo commercio abusivo, che a parte quello delle mimose che va in scena una volta all'anno, vi è quello delle false griffe (scarpe e borse soprattutto) che tutte le sere vede in villa comunale decine di extracomunitari esporre la propria merce, illegalmente.
