“Fateci uscire”. Museo Stabiano alla Reggia Subito ! Questa la scritta che campeggia su uno striscione comparso ieri sera sulla porta d’ingresso dell’Antiquarium in via Marco Mario a Castellammare di Stabia, nei locali attigui al liceo classico Plinio Seniore. Un ennesimo tentativo per suscitare attenzione su una questione di cui in città si dibatte da tempo. Una collezione di circa 8000 reperti provenienti dal sito dell’antica città di Stabiae segregati e non visibili a nessuno.
Chiuso dal 1997, l'Antiquarium stabiano fu costituito nel 1958 in quella che fu definita come una sede provvisoria, dove purtroppo si trova ancora adesso, inaccessibile.
La sede definitiva fu individuato dal Comune di Castellammare di Stabia dell’allora sindaco Salvatore Vozza e dal ministero dei beni culturali nel Palazzo reale di Quisisana. Un trasferimento che, però, non si ancora concretizzato.
L’ultimo intervento sulla questione è stato quello del Presidente del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati, on. Arturo Scotto, che lo scorso mese di gennaio depositò un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dei Beni e attività culturali e turismo, Dario Franceschini, per chiedere al Governo “se non ritenga urgente che al più presto, insieme alla Regione, al Comune di Castellammare e alla Soprintendenza di Pompei, si convochi un incontro per definire gli interventi necessari per il rilancio delle risorse archeologiche e museali stabiesi al fine di: firmare la convenzione con la Soprintendenza Pompei per il trasferimento dei reperti dell’Antiquarium alla Reggia di Quisisana; attivare un tavolo istituzionale per definire la gestione della Reggia e l’uso degli spazi; stipulare un protocollo d’intesa con la Soprintendenza Pompei per la creazione del Parco archeologico di Stabiae”.

