Far west nel centro antico, il ras Vitale sceglie il rito abbreviato per ottenere lo sconto di pena. Ieri mattina i legali difensori Luigi Vitale, 27 anni, hanno presentato la richiesta ai giudici di Torre Annunziata nella prima udienza per il processo scaturito dall'operazione della Dda di Napoli che ha incastrato i pistoleri che fecero fuoco in un raid in pieno giorno. Vitale, così come gli altri due complici, punta alla riduzione di un terzo della pena con il rito abbreviato. Le accuse sono di lesioni personali gravi e porto d'arma aggravati dalla finalità mafiosa. I fatti risalgono al 10 settembre scorso quando un commando di pregiudicati del centro antico tende un agguato a colpi di pistola contro Giovanni Battista Panariello, di 20 anni, e Michele De Luca, 57enne fratello del ras Antonio De Luca detto vacarella un tempo ras del clan D'Alessandro di Scanzano. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dei carabinieri hanno inquadrato il raid come una vendetta al pestaggio di un pusher avvenuto pochi minuti prima della sparatoria. Nei guai sono finiti oltre a Luigi e Pasquale Vitale e Luigi Russo anche un 16enne arrestato pochi giorni fa. Il 16enne, immortalato dalle telecamere così come gli altri membri del commando, ha preso parte al raid sbarrando la strada di via Gesù al traffico delle auto mettendo di traverso la sua bici elettrica per poi attendere la fine dell’azione e far salire in sella al suo mezzo uno degli esecutori materiali. Avevano osato acquistare la droga da un altro rivenditore e il clan D'Alessandro di Scanzano ordinò la spedizione punitiva per poi subire la rappresaglia. E' per questo che lo scorso mese di settembre si scatenò il far west nel centro antico con due pregiudicati presi a pistolettate tra via Gesù e Largo Pace.