Hanno rivisto quelle immagini sgranate decine di volte, hanno raccolto testimonianze e anche i filmati del sistema di videosorveglianza stabiese. Dopo un lavoro certosino, i carabinieri di Castellammare di Stabia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno identificato i cinque ragazzi che venerdì notte hanno affisso sul falò lo striscione shock contro i pentiti in compagnia di un manichino. Nelle prossime ore potrebbero arrivare ulteriori novità e potrebbero partire le denunce per minacce a coloro che pubblicamente hanno deciso di attaccare le istituzioni. Un importante contributo alle indagini è stato dato dagli stabiesi presenti al momento del rogo che hanno consegnato video e foto di quei momenti che hanno infangato il nome della città di Castellammare. «Così devono morire i pentiti» recitava il testo del messaggio che venne accolto da applausi e sorrisi dai molti cittadini. Le indagini però hanno già dato un nome e un cognome ai protagonisti. Adesso bisogna capire se quel tipo di messaggio era stato un preciso ordine dei clan del posto (gli Imparato, coloro che vendono la droga per conto dei D'Alessandro) o se è stata una iniziativa autonoma dei ragazzi (ma al momento è un'ipotesi molto remota).
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