Con o senza l'arenile, con o senza divieti, con o senza forze dell'ordine a presidiare i rioni: anche quest'anno i falò dell'Immacolata hanno illuminato decine di quartieri di Castellammare di Stabia. Una gara a distanza, spesso di sole poche centinaia di metri. Una gara tra chi riusciva a costruire il fucaracchio più grande. Tra i primi ad essere acceso quello al rione Spiaggia. L'ultimo quello a Moscarella. In mezzo tanti falò,tantissimi. Accompagnati da fuochi d'artificio e musica, tanta musica.
La tradizione dei fucaracchi continua a vivere, dunque. E come potrebbe essere altrimenti ? E' da questa convinzione che bisogna partire per trasformare questa antica usanza in qualcosa di unico, in grado di attirare in città folle di visitatori che si trasformano, inequivocabilmente, in ricchezza. La notte dell'Immacolata deve essere una notte di festa, non di scontri o di pericoli. Si, perchè di pericoli se ne sono corsi, accendendo grandi ceppi a pochi metri dalle abitazioni. E non sempre può andare tutto per il verso giusto.
Anche questa notte in tantissimi sono stati uomini e mezzi delle forze dell'ordine impegnati a pattugliare il territorio. Si sono limitati a guardare da lontano, a far sentire la loro presenza. Cosa altro potevano fare ? Ecco, quindi, la necessità di evitare inutili divieti fatti tanto per prassi che restano poi fini a se stessi. Molto meglio regolamentare e coadiuvare le singole iniziative, magari prima direttamente nei rioni, e poi lentamente convincerli a migrare in spazi più grandi e sicuri. L'obiettivo deve essere il palio dei falò sull'arenile.