Al via il processo contro i giovanissimi protagonisti del falò della vergogna del dicembre scorso. Presso il Tribunale di Torre Annunziata è andata in scena ieri mattina la prima udienza a carico di Francesco Imparato, Antonio Artuso e Fabio Amendola, tre dei cinque ragazzi accusati di istigazione a delinquere di stampo mafioso dopo il ‘fucaracchio’ del rione Savorito. Secondo l’Antimafia sarebbero stati loro a lanciare il messaggio contro i pentiti che è stato poi affisso sulla catasta di legno dopo la maxi retata delle forze dell’ordine di pochi giorni prima nell’ambito dell’operazione Olimpo. «Così devono morire i pentiti, abbruciat» recitava lo striscione.
Nel corso del processo che andrà in scena nelle prossime settimane saranno ascoltati anche il sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino e il cantante neomelodico Tony Marciano che avrebbe condotto un concerto abusivo fra i palazzi del rione e lanciato un messaggio di supporto a Salvatore Imparato, boss al momento in carcere e capo indiscusso della piazza di spaccio del rione. Per la Direzione Distrettuale Antimafia quella festa organizzata al Savorito è stata una sfida contro lo Stato e il falò serviva per rispondere all’inchiesta Olimpo portata a termine grazie alla collaborazione di alcuni collaboratori di giustizia. L'operazione colpì duramente il clan D'Alessandro (alleato storicamente con gli Imparato) oltre che i Cesarano, Di Martino e Afeltra. Durante la prima udienza è stato invece ascoltato un maresciallo dei carabinieri di Castellammare che ha raccontato il lavoro degli inquirenti dalla pubblicazione dei video fino all’identificazione dei colpevoli del gesto.
Fa discutere, tuttavia, la scelta del Comune di Castellammare di non costituirsi parte civile. Secondo quanto si apprende, nella giornata di ieri i funzionari dell’Ente non avrebbero formalizzato la richiesta al Tribunale di Torre Annunziata nonostante i proclami del sindaco Cimmino nelle ultime settimane. Una decisione che inevitabilmente farà discutere nelle prossime ore. Il processo al momento riguarda solo Francesco Imparato (con precedenti), Antonio Artuso e Fabio Amendola che hanno optato per l’ordinario. Diverso è il caso invece per altri due minorenni che saranno processati dal Tribunale dei Minori.
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