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Castellammare - Ex Meridbulloni, la Regione ritarda l'individuazione della nuova fabbrica. Futuro in bilico

Vescovini avrebbe già comunicato agli operai lo stop delle operazioni. Le tute blu si schierano però con l'imprenditore: «Continuiamo la nostra battaglia affinchè si possa portare a termine il progetto»

tempo di lettura: 2 min
di genesp
09/04/2021 10:48:19
Castellammare - Ex Meridbulloni, la Regione ritarda l'individuazione della nuova fabbrica. Futuro in bilico

Sorgono i primi ritardi per l'individuazione di un capannone nel quale far sorgere la Sbe Sud e garantire così il ritorno a casa di circa 60 operai stabiesi. La Regione Campania, dopo aver lanciato la manifestazione d'interesse che ha riscosso anche un discreto successo, non ha convocato il tavolo con l'imprenditore Alessandro Vescovini e non ha ancora affrontato il tema relativo all'acquisizione della nuova area industriale. Il tutto dopo le richieste dello stesso Vescovini che dal 31 marzo, giorno in cui si è concluso l'avviso pubblico, chiede risposte certe e immediate per programmare il futuro. Al momento quindi si sarebbe registrato un primo importante stop al progetto che dovrebbe portare nuovamente in Campania gli operai stabiesi ex Meridbulloni che hanno sposato il piano industriale di Vescovini. Quest'ultimo ha già acquistato le attrezzature necessarie alla lavorazione e attende il via libera della Regione per poter dare inizio al ritorno nell'area stabiese dei lavoratori.

L'imprenditore, quando decise di investire nella forza lavoro Meridbulloni, fu chiaro: da parte sua ci sarebbe stato l'intervento industriale ma il capannone, che avrebbe preso in affitto, doveva essere messo a disposizione dalle istituzioni. Fino a un paio di settimane fa la collaborazione era viva e le scadenze venivano rispettate mentre adesso si registra il primo gelo. La Regione sta cercando di individuare la soluzione migliore fra quelle proposte. Sono 8 in totale le aree industriali che sono emerse al termine della manifestazione d'interesse, alcune delle quali però lontane da Castellammare. Requisito quest'ultimo non necessario per Vescovini (che ha chiesto un capannone di 10mila metri quadri) ma fondamentale per gli operai che non vorrebbero spostarsi troppo da casa. Nei prossimi giorni tutto potrebbe essere più chiaro.

Intanto gli operai si schierano al fianco dell'imprenditore Vescovini e sperano in una risoluzione in tempi brevi: «Alessandro Vescovini si è impegnato ad investire sul territorio, nella nostra Regione, nella nostra Castellammare con un unico vincolo "appena Regione, Comune e Mise renderanno disponibile un immobile per l'installazione dei nuovi macchinari". Accettiamo la proposta e parte la nostra avventura a Monfalcone in attesa che le istituzioni forniscano il capannone alla SBE Sud. Abbiamo sempre gridato forte «Confidiamo nelle istituzioni». Non si trovano tanti imprenditori che decidono di investire risorse proprie in un territorio martoriato. Noi continuiamo la battaglia accanto a Vescovini affinchè si possa portare a termine il progetto e la Sbe Sud e non essere l'ennesima sconfitta della nostra classe politica».

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