La diatriba relativa all'ex Casa del Fascio non accenna ancora a giungere ad un punto di svolta. Il probabile sblocco dei fondi da parte della Regione dovrebbe imprimere una decisa accelerazione alla ripresa dei lavori inseriti nell'ambito del progetto PIU Europa e non ancora completati, ma la vicenda che coinvolge la nuova biblioteca comunale appare assai complessa. I contenziosi legali fra il Comune e le ditte ATI Valentino Giuseppe srl e Impregiva srl, infatti, rischiano di dilatare i tempi per la ripresa delle attività. Le due aziende chiedono circa 600mila euro per le opere compiute, il Comune ne chiede 750mila per le opere incompiute, un tira e molla che prolungherà ulteriormente questo assurdo calvario. Mentre il cantiere resta desolatamente fermo, ai suoi lati il degrado cresce. Buste e cestini campeggiano all'aria aperta ormai da diversi mesi in attesa di essere rimossi, deturpando ancor più uno scenario già afflitto dalle transenne che delimitano la villa comunale e ostruiscono la visuale del mare. Uno dei luoghi più incantevoli della città, dunque, è preda non solo di una cattiva gestione amministrativa, ma anche dell'incuria di tanti cittadini che non sembrano avere a cuore le sorti della propria terra.