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Castellammare - Estorsioni in Fincantieri, presunta vittima in lacrime durante il processo

Martio e moglie alla sbarra. Si sarebbero fatti promettere o consegnare somme di denaro dai 5mila ai 7mila euro, per assicurare un posto di lavoro.

tempo di lettura: 2 min
10/05/2017 10:11:49
Castellammare - Estorsioni in Fincantieri, presunta vittima in lacrime durante il processo

Va avanti il processo per tentata estorsione in cambio di posti di lavoro in Fincantieri. L’altra mattina, nel corso di un’udienza presso il tribunale di Torre Annunziata, la presunta vittima del giro di affari che (è bene ricordarlo) vede esente da ogni responsabilità l'azienda, è crollata ed è scoppiata a piangere. La seduta è stata così momentaneamente sospesa, per riprendere dopo pochi minuti. L'uomo lo scorso 2016, attraverso una lunga e dettagliata lettera, un dipendente Fincantieri e sua moglie, ritenendoli presunti responsabili di questa truffa. Duecentomila euro, versati da cinque presunte vittime, per avere commesse e posti di lavoro in Fincantieri, ma era tutto finto. Falsa la lettera con il logo dell'azienda, false le promesse. Di vero c'era soltanto la truffa, secondo l'accusa. Ma ieri mattina è arrivato il colpo di scena, in sede di processo. Una delle presunte vittime si è contraddetta più volte, sostenendo di non ricordare i fatti che aveva denunciato con precisione, avvenuti nel 2010. E così dopo l'esame del pubblico ministero, il presidente Todisco ha rinviato il tutto per esaminare il teste. Soltanto lui si era costituito parte civile nel processo per truffa e tentata estorsione. Secondo l'accusa, il dipendente Fincantieri si sarebbe fatto promettere o consegnare somme di denaro dai 5mila ai 7mila euro, per assicurare un posto di lavoro. Complessivamente, viene contestata una truffa per circa 200mila euro, il tutto senza che i vertici di Fincantieri ne sapessero qualcosa. L'episodio fa seguito agli arresti, avvenuti nel 2015, di sei tra operai e sindacalisti che lavoravano nel cantiere navale di via Caio Duilio. Tutti, secondo l'accusa, avrebbero taglieggiato ditte subappaltatrici dell'indotto legato all'attività industriale. Già 6 mesi prima, in seguito ad un'indagine interna, Fincantieri aveva licenziato tre operai indagati per lo stesso reato. Secondo l'accusa, si arrivò persino a scioperi "pilotati", manifestazioni lungo la statale 145 sorrentina e finalizzate alla paralisi. Il tutto in cambio di un posto di lavoro per parenti ed amici, con minacce nei confronti dei titolari di due aziende e dei loro familiari. Scioperi orditi - secondo gli esiti dell'inchiesta - per costringere l'impresa a nuove assunzioni contrattuali. Una storia che, adesso, sembra ripetersi con attori e modalità diverse. Anche se, nell'ultimo processo in corso, i colpi di scena sembrano ormai all'ordine del giorno.

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