Cronaca
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Castellammare - Emergenza Covid-19, la crisi e l'incertezza sul futuro delle scuole guida

Le testimonianze di alcuni gestori stabiesi. «Noi come le scuole, riapriremo a settembre senza certezze»

tempo di lettura: 5 min
di Valeria Cimmino
19/04/2020 09:33:49
Castellammare - Emergenza Covid-19, la crisi e l'incertezza sul futuro delle scuole guida

Tante le attività ed i settori economici messi in crisi dall'emergenza Coronavirus, molteplici le categorie lavorative martoriate dalla obbligatoria chiusura dei servizi non necessari. L'Italia sin dai primi giorni dell'emergenza ha scelto di adottare le misure più stringenti possibili. L'economia italiana è stata messa a tappeto dal Covid 19, che nel giro di un battibaleno ha stravolto la vita di un intero Paese. Chi più, chi meno, ogni categoria economica sta riportando delle enormi ed irrecuperabili perdite. Il momento è indubbiamente il più difficile, che il nostro Paese si trova a dover fronteggiare dal secondo dopoguerra. La situazione è in continua evoluzione e a preoccupare oltre all'emergenza sanitaria è l’intero sistema economico nazionale. É impossibile presagire quali saranno le effettive ripercussioni economiche e sociali del Coronavirus nel nostro Paese. Inoltre è più che probabile che diverse saranno le conseguenze sull'economia a breve e lungo termine, sugli effetti dei settori produttivi direttamente interessati e sul sistema economico italiano nel suo complesso.

Dietro l'insieme globale di una crisi nazionale inoltre c'è anche l'impoverimento di ogni singolo individuo ed di ogni nucleo familiare.

Turismo, commercio, ristorazione, industrie, imprese, molteplici i settori interessati dall'emergenza, fra questi vi è  anche quello delle Autoscuole; una categoria di cui si è forse poco tenuto in considerazione, un settore che è al contempo attività produttiva, didattica ed un servizio indispensabile per la comunità, tuttavia non necessario in una fase che prevede massime restrizioni.

L’Unione Nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica (Unasca) ha lanciato l’allarme a favore delle autoscuole che a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, stanno subendo gravi ripercussioni. L'Unasca ha osservato: “L’attività didattica delle autoscuole è sospesa dai primi di marzo e ciò che preoccupa maggiormente è l’incognita sulle tempistiche per la riapertura e la ripresa di tutte le attività: sono infatti sospese tutte le pratiche inerenti il conseguimento delle patenti di guida per migliaia di utenti, e il rinnovo per gli autisti professionali della carta di qualificazione del conducente, documento essenziale per poter circolare”.

Preoccupante e grave è dunque la situazione per i proprietari e gestori delle Autoscuole in Italia e dunque anche qui a Castellammare.

Inflorato Amulo, titolare dell’autoscuola Fierro a Castellammare di Stabia: “ La mia attività è una tra le 7000 in tutta Italia. Io sono un piccolo filo che forma la famosa microrete del ceto medio, che contribuisce a dare forza economica al nostro Paese. Beh, oggi non è più così, oggi il nostro settore è in ginocchio e la riapertura e la normalità sembrano un miraggio. Perché? Perché come tante altre categorie, la nostra è quella che non è bene classificata dal governo e le notizie riguardo la nostra sorte sono sconclusionate e spesso fake. Il nostro settore era già in crisi da ormai un anno. Da quando una sentenza tedesca (sentenza della Corte di Giustizia CE-UE del 14/ 03/2019 n.C-449/17 ) obbligava le autoscuole a versare l’IVA per ogni candidato a conseguire la patente. L’agenzia delle Entrate Italiana ha pensato bene di applicarla in Italia con inizio 2 settembre e chiedendo addirittura la retroattività di 5 anni. Una richiesta anticostituzionale oltre che assurda. Ci sentiamo denigrati dalla nostra figura di educatori ed insegnanti, siamo stati declassati, e soprattutto tutto ciò ha gravato economicamente sui nostri futuri patentati. Detto ciò con la nostra solita forza abbiamo fatto fronte a questo nuovo modo di gestire la nostra attività e tra un tira e molla, siamo arrivati a gennaio 2020. Immaginate il già ridotto bagaglio di clientela, scoraggiato dall’aumento del 22% sul costo della patente. Il Covid-19 ha fatto il resto. Siamo chiusi dal 7 marzo. Ad oggi abbiamo una cassa di 0 euro attivi. La nostra è l’unica categoria fantasma che nella fase 2 della riapertura non è menzionata. Ciò ci fa supporre che quasi sicuramente riprenderemo a settembre con l’inizio delle scuole. Con una prospettiva del genere una autoscuola su tre chiuderà. Se non ci ammazzerà il virus, ci ammazzerà la carestia. Tutti sanno che il conseguimento si svolge in due fasi: teorico e pratico. Chi di dovere deve prendere in considerazione che sono a rischio 20.000 posti di lavoro tra titolari, dipendenti e collaboratori. Bisogna che ci diano subito direttive reali e soddisfacenti sulle modalità di riapertura, ma che soprattutto ci indichino quando noi autoscuole potremmo riaprire la nostra attività; naturalmente in modo sicuro per noi e per i nostri alunni.”

Sulla stella linea d’onda è Lomiento Vincenzo, amministratore dell'Autoscuola Liana di Castellammare di Stabia: “In seguito alla chiusura dell'attività, come indetto dal DPCM N. 1 del 11/03/2020, abbiamo subito una perdita totale rispetto allo stesso periodo del precedente anno. Tuttavia stiamo procedendo a fornire il servizio di istruzione tramite la didattica a distanza attraverso le nostre app, già in possesso degli allievi. Il problema principale oltre ai mancati guadagni relativi alle pratiche di rinnovo patente, estensioni, o nuovi iscritti, riguarda la precarietà delle informazioni circa la riapertura nella fase 2. Attribuendoci lo status di "scuola", il Governo prevede una ripresa dell'attività a settembre, incrementando ulteriormente i mancati guadagni e l'impossibilità nel far fronte alle spese (correnti o fiscali) che si presenteranno. Nonostante non ci sia certezza si sta già provvedendo alla messa in sicurezza dei locali dell'autoscuola. Saranno posizionati pannelli di plexiglas alla reception, nell'aula tra i banchi. Sarà aumentata la distanza tra le postazioni. Inoltre l'accesso ai locali sarà consentito in maniera scaglionata, per numero e per orari. Saremo muniti di dispenser con il disinfettante all'ingresso.”

É chiaro dunque che ciò che preoccupa i responsabili ed i dipendenti che operano in questo settore, oltre alle ingenti perdite economiche, è anche l'incertezza riguardo il loro futuro ed inquadramento.

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