Donne incinte per trasportare la droga e non destare sospetti. È questo il metodo utilizzato dai clan D'Alessandro e Di Martino di Castellammare di Stabia e Gragnano per rifornire le piazze di spaccio del comprensorio. I carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, dopo mesi di indagini, sono però riusciti a ricostruire il modus operandi dell'organizzazione criminale fino a smantellarla nella giornata di ieri con la maxi operazione all'alba. Secondo quanto accertato, i clan del comprensorio stabiese acquistavano marijuana e soprattutto cocaina da un clan di Rosarno (RC), gli ndranghetisti dei Pesce-Bellocchio, che provvedeva alla spedizione. Per evitare di incorrere in controlli, i sodalizi criminali incaricavano le donne incinte che di fatto si trasformavano in corrieri della droga. Le sostanze arrivavano così a Castellammare nelle piazze di spaccio pronte per essere vendute dai pusher.
L'operazione di ieri delle forze dell'ordine ha portato alla notifica di ben 26 ordinanze di custodia cautelare che ha colpito soprattutto i leader di Scanzano. Sergio Mosca, Nino Spagnuolo, Raffaele Polito, Ciro Vitale, Carmine Barba sono solo alcuni dei luogotenenti dei D'Alessandro che ricoprono o hanno ricoperto un ruolo di prim'ordine nella cosca. L'attività di indagine ha permesso agli inquirenti di raccogliere un numero considerevole di prove schiaccianti nei confronti degli accusati tanto da accompagnarne in carcere ben 14 persone. Senza dubbio il blitz di ieri mattina all'alba ha inflitto un duro colpo all'economia dei D'Alessandro e dei Di Martino che negli ultimi anni sono stati falcidiati dagli arresti e dall'ottimo lavoro delle forze dell'ordine presenti sul territorio.