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Castellammare - Domino bis, gli appalti pubblici nelle mani dei D'Alessandro

Dai pentiti accuse all'amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco Antonio Pannullo.

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
26/03/2021 13:13:21
Castellammare - Domino bis, gli appalti pubblici nelle mani dei D'Alessandro

Gli appalti pubblici nelle mani dei D'Alessandro. È quanto emerge dall'inchiesta Domino Bis che ha portato all'arresto pochi giorni fa di ben 16 esponenti del clan D'Alessandro fra i quali spiccano i nomi dei vertici della cupola: Sergio Mosca, Antonio Rossetti e Nino Spagnuolo. Tramite l'aiuto di un esponente del mondo dell'imprenditoria, Liberato Paturzo detto "Cocò", gli scanzanesi mettevano le mani sulla maggior parte dei lavori che venivano svolti nella città delle acque. A confermarlo sono anche i racconti dei collaboratori di giustizia (Francesco Belviso e Renato Cavaliere in primis, Pasquale Rapicano in un secondo momento) che hanno permesso alla magistratura di chiudere l'indagine e far scattare gli arresti.

Secondo qunato ricostruito, Paturzo riusciva a conoscere in anticipo i nomi delle ditte che gareggiavano per gli appalti e tramite gli affiliati si imponeva loro almeno il 3% o l'utilizzo di mezzi e uomini dei clan. Simili episodi sono stati ricostruiti anche nell'inchiesta Olimpo ma sono stati confermati anche nel Domino Bis. Non c'era lavoro pubblico o privato che passava inosservato: Castellammare, secondo i pentiti e la magistratura, era tutta in mano al clan D'Alessandro. A riguardo è opportuno ricordare l'episodio dei lavori di piazza Umberto I dove Daniele Imparato, esponente dei D'Alessandro, è stato poi arrestato per aver tentato di imporre il pizzo al direttore del cantiere. Imparato è stato anche al centro di un verbale del pentito Pasquale Rapicano che ha svelato alcuni lavori che l'imprenditore avrebbe svolto per il Comune di Castellammare grazie all'aiuto dell'ex sindaco Antonio Pannullo. Ex primo cittadino che oggi ha rispedito al mittente le accuse vantando il coraggio di aver per primo denunciato «il fiato sul collo della camorra». Per quelle dichiarazioni è stato ascoltato in Commissione Antimafia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Ma nell'inchiesta Domino Bis sono finiti anche altri politici. In particolare durante una conversazione intercettata fra Sergio Mosca e Francesco Delle Donne in merito alle elezioni amministrativo del 2018. I due parlano di un candidato, della lista Forza Italia, da appoggiare al prossimo turno elettorale. Ma con una raccomandazione: non far emergere troppi voti a Scanzano così da evitare di macchiare la reputazione del politico (che poi in realtà non è entrato in consiglio comunale). E nella conversazione viene citato anche Antonio Pentangelo essendo il referente del partito di zona che però non è coinvolto nell'inchiesta.

Ritornando alla figura di Liberato Paturzo, già detenuto alla fine degli anni Novanta e poi diventato imprenditore, i magistrati hanno compiuto un accertamento sulle sue società sparse nel territorio di Gragnano. «Dopo che sono uscito di galera, ho tutta Gragnano per le mani» avrebbe ripetuto più volte "Cocò" ai suoi affiliati. All'interno delle diverse società a suo nome sono stati assunti nel corso del tempo esponenti di spicco della camorra del comprensorio stabiese: Annalisa Molinari, moglie del boss Leonardo Di Martino di Gragnano, e diversi nipoti e cugini del defunto capoclan Michele D'Alessandro.

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