"Prendano in considerazione quanto segnalato imponendo, qualora lo ritengano opportuno, gli interventi atti a garantire l'incolumità di chi accede al monte Faito".
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La Federazione Nazionale Pro Natura scrive al procuratore dott. Alessandro Pennasilico del Tribunale di Torre Annunziata affinchè vengano accesi i riflettori su quanto sta accadendo sul versante nord del Monte Faito - in termini di eventi legati al dissesto idrogeologico del monte - e si individuino le eventuali responsabilità . Un'iniziativa che fa il paio con la denuncia presentata alla stessa procura oplontina dagli abitanti di via Tuoro a Monte Coppola rimasti isolati dopo gli eventi franosi della scorsa settimana.
La Pro Natura, innanzitutto, mette in evidenza come da tempo sta cercando di sollecitare il sindaco di Castellammare di Stabia, Nicola Cuomo, sulla difficile situazione idrogeologica dei versanti del Monte Faito, "a mezzo posta raccomandata" con due lettere spedite il 6 dicembre 2014 e 28 gennaio 2015.
"Purtroppo alla data odierna non abbiamo avuto risposta" scrive Pro Natura nella lettera alla Procura, elencando poi quelle che sono le problematiche riscontrate, anche da relazioni redatte da tecnici del settore.
"Il monte Faito - si legge nella lettera - riveste una notevole importanza per gli aspetti turistici e ambientali e il percorso di accesso alla sommità, pari a circa 8 chilometri, presenta situazioni di pericolo per chi accede con mezzi motorizzati o a piedi".
Per cui, preoccupata dalle non risposte fornite dalle amministrazioni pubbliche, "ma soprattutto per la mancata assunzione di provvedimenti relativi alla messa in sicurezza del territorio" la Pro Natura ha ritento necessario interessare la Procura oplontina e la prefettura affinchè "prendano in considerazione quanto segnalato imponendo, qualora lo ritengano opportuno, gli interventi atti a garantire l'incolumità di chi accede al monte Faito".