Uno spreco di denaro e un oltraggio alla storia della città. La discarica abusiva riapparsa in via Passeggiata Archeologica nei pressi degli scavi di Stabia, a due passi da Villa Arianna, vanifica di fatto l'intervento di bonifica effettuato dalla Buttol nel mese di luglio 2016, arrecando anche un danno enorme all'immagine della città, a fronte del recente incremento del numero dei visitatori nelle due ville romane dell'antica Stabiae. La mancanza di un percorso di valorizzazione e di un progetto di marketing territoriale che includano anche il sito archeologico si manifesta anche attraverso lo stato di abbandono in cui versa la stradina che dà accesso a Villa Arianna, unico sbocco per visitare una delle più straordinarie testimonianze dell'epoca romana, dotata di affreschi finiti persino sui francobolli francesi. Il Comune, d'altra parte, aveva deciso di investire un'ingente somma per le emergenze ambientali, considerando anche i pericoli generati dalla presenza di lastre di amianto tra i rifiuti. La bonifica è stata così attivata e completata in breve tempo ad opera della Buttol, che ha ricevuto dall'Ente stabiese l'affidamento del servizio di rimozione dei rifiuti nell'isola ecologica di via Fondo d'Orto, via San Benedetto, via Passeggiata Archeologica (località Varano adiacenze Villa Arianna), vico Sant'Anna, per una spesa complessiva che sfiora i 100mila euro, un esborso notevole che avrebbe poi richiesto almeno un minimo di controllo per evitare che gli stessi luoghi fossero nuovamente vittima di sversamenti abusivi. Ma, a quanto pare, l'intervento straordinario non è stato affiancato da una manutenzione ordinaria e da un controllo costante del territorio, in particolare in un contesto che meriterebbe ben altro trattamento in virtù del grande interesse culturale che dovrebbe coinvolgere le ville romane, sempre più figlie di un Dio minore al cospetto della crescita costante del turismo non solo a Pompei ed Ercolano, ma persino nelle vicine Oplonti e Boscoreale.