Sono ritenuti responsabili della morte di un 60enne di Sant'Antonio Abate nel lontano 2014 ed ora la Procura di Torre Annunziata potrebbe rinviarli a giudizio. Guai giudiziari per due medici dell'ospedale San Leonardo di Castellammare che ormai quattro anni fa non si resero conto delle pessime condizioni di salute dell'uomo abatese. I due, dopo averlo visitato, lo dimisero in quanto le sue condizioni di salute non presentavano grosse criticità (il paziente lamentava dolori all'addome). Il figlio, però, fin dal primo momento decise di sporgere denuncia contro i dottori stabiesi, colpevoli secondo lui di negligenza. A complicare la posizione dei camici bianchi fu la morte del 60enne dopo una decina di giorni dalla visita in ospedale per infarto. Secondo la famiglia, se i medici avessero eseguito tutti gli esami, l'uomo si sarebbe potuto salvare. Ed è per questo che venne presentata una nuova denuncia contro l'Asl per acquisire le cartelle cliniche. Visto il caos intorno all'ospedale, molti si attendevano anche un'autopsia sul corpo dell'uomo che però non venne fatta. Su questa analisi mancata adesso si muove la difesa dei due dottori che rispediscono al mittente tutte le accuse. Secondo i camici bianchi stabiesi non è possibile conoscere la causa della morte dell'uomo a causa del mancato esamente autoptico e allo stesso tempo respingono la tesi della famiglia seconda la quale il 60enne sarebbe morto per infarto. Per la difesa, infatti, l'uomo di Sant'Antonio Abate è deceduto per una sepsi e no per un infarto al miocardio. Nonostante ciò, la Procura dopo aver concluso le indagini (durate oltre tre anni) potrebbe rinviarle a giudizio con il processo che potrebbe partire nelle prossime settimane.
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