È bastato un ritardo di quattro giorni nel pagamento dello stipendio di maggio per innescare l’ira dei circa 70 dipendenti della ditta che gestisce il funzionamento dei depuratori di foce Sarno a via Napoli, una protesta che scaturisce non tanto dall'esigua dilazione dei tempi per il versamento dei compensi quanto dai problemi più grandi che si celano dietro questa vicenda. L'azienda, infatti, deve percepire 24 milioni di euro dalla Regione, la quale, a loro dire, avrebbe bloccato i fondi, impedendo di fatto alla società di finanziare le operazioni e di pagare gli stipendi ai dipendenti per un totale di 700mila euro.
Due operai, addirittura, sono saliti su di un silos minacciando di gettarsi nel vuoto. Gli altri, invece, erano pronti a bloccare la circolazione stradale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, un’ambulanza del 118 ed i vigili del fuoco. Questi ultimi hanno anche posizionato un gonfiabile sotto al silos su cui protestavano i due operai. Sul posto si sono recati anche i candidati sindaci Antonio Pannullo e Gaetano Cimmino.
«Bisogna disporre subito un tavolo tecnico con la Regione, possibilmente anche prima delle elezioni in modo da evitare le speculazioni politiche - ha affermato Cimmino -. Sono solidale alla causa degli operai e spero che presto torni la serenità economica nelle loro famiglie».
«La Regione non ha bloccato i fondi - ha rassicurato Pannullo -. I mandati sono in ragioneria ed entro il 10 giugno dovrà essere necessariamente riconosciuto il versamento degli stipendi, come testimonia anche un fax pervenuto in azienda. In ogni caso, ci attiveremo affinché non ci siano più ritardi nel pagamento degli oneri».
«Esprimo piena solidarietà e vicinanza ai dipendenti della ditta auspico , in tempi brevi, la ricerca di una soluzione che abbia l'obiettivo di salvaguardare i diritti dei lavoratori sbloccando il pagamento degli stipendi» ha detto il candidato a sindaco della coalizione #PerCastellammare, Salvatore Vozza.
