La Villa Gabola continua ad essere umiliata dall'inciviltà di alcuni cittadini incuranti del decoro urbano e delle norme basilari dell'educazione civica.. Vittima in passato di numerosi atti vandalici operati da teppisti che hanno distrutto finestre, porte e servizi igienici, imbrattando le mura e depositando al suo interno rifiuti di ogni genere, la splendida villa ottocentesca che la signora Baker trasformò in una pensione per accogliere turisti che si recavano a Castellammare per le cure termali è circondata da un parco naturale, definito il polmone verde della città per la sua collocazione nel cuore del rione San Marco e per l'armonia che separa quel luogo dal traffico circostante. Non solo al suo interno, però, imperversa il degrado e la pace ha lasciato il posto alla desolazione, ma anche il marciapiede che costeggia il parco è divenuto un ignobile ricettacolo di cartacce e rifiuti, fotografia desolante di una città che continua ad infliggersi cruente pugnalate tra l'indifferenza generale. Nella giornata di ieri, è stato persino abbandonato nei pressi del cancello esterno un lavandino completamente distrutto, lasciato lì in “bella mostra” ad intralciare il percorso e la visuale, emblema del degrado sociale che ha investito una città che fatica sempre più a destarsi dal torpore, in attesa che il futuro primo cittadino si metta all'opera per provare ad invertire finalmente la rotta.