Non solo pescherie e centri all’ingrosso di prodotti ittici, ma anche autolavaggi e piccoli esercizi commerciali di generi alimentari. Sarebbe questa la rete di vendita dei datteri di mare a Castellammare di Stabia che la Capitaneria di Porto sta lentamente ricostruendo. Le indagini, che ininterrottamente vanno avanti da mesi, hanno già portato all’identificazione di centinaia di persone, tra venditori ed acquirenti, del prezioso mollusco la cui pesca e successiva vendita rappresenta ormai un reato penale. Una legge che gli uomini della capitaneria stabiese vogliono a tutti i costi far rispettare su tutto il territorio di competenza. Ed in questa direzione vanno le operazioni di questi giorni nel corso delle quali sono stati individuati insospettabili venditori di datteri di mare che, sfruttando contatti con i predatori del mare, si sono improvvisati commercianti di datteri di mare anche se la loro principale attività è di ben altra natura. Un modo per arrotondare le entrate mensili. Questo fa però capire che la domanda del prezioso mollusco è alta, ed è quindi necessario intervenire e punire anche gli li acquista oltre chi devasta le rocce della costa per pescarli. E’ di alcuni giorni fa, infatti, la notizia dell’operazione degli uomini della guardia costiera di Castellammare che al Vervece fermarono alcuni uomini intenti ad estrarre i datteri dalle rocce. Tra questi anche un 15enne i cui genitori sono stati denunciati per non aver assolto all’obbligo per la sua frequenza scolastica.
Una lotta, quella che sta portando avanti la capitaneria di porto di Castellammare, che presto potrebbe portare ad una svolta definitiva contro questa odiosa pratica.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.