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Castellammare - D'Alessandro e Cesarano, la Dia non ha dubbi: «Indeboliti dalle inchieste giudiziarie»

Nel 2019 i due sodalizi criminali sono stati decapitati da numerose inchieste. Sono ancora attivi ma non hanno la stessa influenza sui cittadini come negli anni passati

tempo di lettura: 3 min
di Gennaro Esposito
18/01/2020 07:51:56
Castellammare - D'Alessandro e Cesarano, la Dia non ha dubbi: «Indeboliti dalle inchieste giudiziarie»

I D'Alessandro e i Cesarano di Castellammare di Stabia soccombono sotto i colpi dell'Antimafia di Napoli. «Si stanno sensibilmente ridimensionando» spiegano gli investigatori. A dirlo è la prima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) pubblicata ieri nella quale è stato approfondito il mondo criminale del comprensorio stabiese. In modo particolare è emerso che la cosca di Scanzano, da anni il più forte sodalizio della città delle acque, è stata ridimensionata dagli arresti delle forze dell'ordine. L'inchiesta Olimpo, ma anche quella Tsunami e le prime condanne che stanno arrivando per il processo Sigfrido, stanno indebolendo il clan che comunque prova a fare affari nei propri territori. Secondo gli investigatori, i D'Alessandro sono alleati con i Di Martino (la figlia di un ras, Paolo Carolei, si è sposata con il figlio di Leonardo o' lione sancendo di fatto l'alleanza) che garantiscono la marijuana; in più si registra un accordo con i Gionta di Torre Annunziata dai quali si riforniscono di cocaina.

Il legame più forte resta quello con gli Imparato del rione Savorito i quali gestiscono la più grande piazza di spaccio della città. In pratica Scanzano acquista le sostanze stupefacente e poi le rivende nella periferia stabiese, lontano dalla propria roccaforte. Ma la cosca dei "paglialoni" è stata ridimensionata in primis dopo il falò della vergogna dello scorso anno e poi con il blitz della guardia di finanza di pochi mesi fa contro i principali esponenti. Ritornando ai D'Alessandro, gli affari si sono spostati fuori Regione: Emilia Romagna e Sardegna sono le mete preferite. Nel primo caso, grazie agli accordi di Enzo D'Alessandro (il più sanguinario dei tre figli del defunto capoclan Michele D'Alessandro), sono partiti gli investimenti in ristoranti ed alberghi. Nella provincia di Cagliari invece hanno investito in mega resort di lusso. Considerati gli arresti degli uomini di famiglia, a gestire l'organizzazione criminale è Teresa Martone (anche se è ai domiciliari per l'inchiesta Olimpo) probabilmente coadiuvata da Gigginiello, fratello del defunto Michele. 

Discorso diverso per i Cesarano. La cosca che si estende fra Castellammare di Stabia e Pompei è stata al centro di numerose operazioni di polizia. In particolare la Dia ha posto l'attenzione su due eventi: gli arresti bis di Luigi Di Martino o' profeta per quanto riguarda un omicidio avvenuto a Pontecagnano e per l'inchiesta Mercato dei Fiori che ha ricostruito nei minimi dettagli gli affari della cosca nella periferia stabiese e anche nella vicina Scafati, città nella quale è alleata con piccole organizzazioni locali. Per loro alleanze anche con i Polverino. La relazione Dia tuttavia non tiene conto delle altre due inchieste giudiziarie che ci sono state in estate e nel mese di settembre che hanno colpito esponenti di spicco dei Cesarano. Secondo gli investigatori, dopo anni di guerra e di scontri, quest'ultimi hanno raggiunto un accordo con i D'Alessandro per dividersi la città di Castellammare. Linea di divisione che è segnata da un passaggio di livello a pochi km dal centro. 

Entrambi i clan si finanziano tramite il racket e le estorsioni cercando di intimidire gli imprenditori stabiesi. Ma nel 2019, complici le inchieste giudiziarie ma anche le campagne antiracket promosse da Circolo della Legalità ed Ascom, le denunce sono sensibilmente aumentate. E questo sta di fatto indebolendo i sodalizi criminali.

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