La frana a Luglio scorso
Dopo mesi dalla frana in via Quisisana, che ha visto una decina di famiglie lottare per trovare una soluzione abitativa adeguata, lo scorso 10 novembre, nella residenza Municipale del Comune di Castellammare di Stabia, si è riunita in videoconferenza in modalità mista la Commissione Straordinaria. Quest'ultima ha decretato di approvare il progetto esecutivo dell’intervento di messa in sicurezza provvisoria dell’area interessata dal dissesto franoso generatosi nel mese di luglio 2023, all’altezza di Via Quisisana n. 19. "Opere di protezione ed eventuale ripristino delle condizioni di integrità delle pareti dei manufatti individuati alle part. 143 e 145 adiacenti l’edificio demolito", si legge nel documento. La Commissione ha, inoltre, deliberato:
- di prendere atto dell’allegato verbale di verifica e validazione sottoscritto dal RUP e dal soggetto affidatario;
- di dare atto che l' importo preventivato per dare esecuzione alle opere risulta essere di 196.993,27 euro;
- di demandare agli Uffici competenti l’adozione di tutti i provvedimenti necessari e consequenziali;
- di dare atto che l’avvio dell’intervento è subordinato al rilascio del nulla osta archeologico da parte della Soprintendenza Archeologica di Pompei;
- di conferire alla presente, con separata votazione, immediata eseguibilità ex art. 134, comma 4, D.lgs. 267/2000.
Nella fase di realizzazione dell’intervento provvisorio, che ripristinerà in tempi brevi le condizioni di sicurezza necessarie (sia per la fruibilità della strada e dell’edificio evacuato, sia per consentire le necessarie operazioni peritali), ha precisato il progettista, ing. Umberto D’Ambrosio “non è previsto il regolare iter tecnico (studio geologico e studio geotecnico) che prelude al progetto di sistemazione definitiva del versante. Cionondimeno si procederà preventivamente ad un miglioramento dei terreni di appoggio delle gabbionate, mediante iniezioni di malte cementizie (Fast Deep Mixing), che indipendentemente dal livello di consolidamento iniziale dei terreni, consentiranno di ottenere un piano di posa di caratteristiche idonee a sostenere adeguatamente le gabbionate di protezione.” In più, l’ingegnere ha assicurato che “l’intervento in questione, andando a modificare unicamente le caratteristiche meccaniche del terreno, non può considerarsi come una vera e propria fondazione, infatti il terreno seppur trattato con questo sistema, continua ad essere perfettamente scavabile, perforabile, non si impedisce, dunque, la realizzazione di nuove opere.”
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